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Il Poligono di Butovo (foto), parte 2 Печать E-mail
04.09.2008 г.

V.F. Giunkovsky, governatore generale di Mosca, compagno del ministro degli afgfari interni e capo del  corpo di poliziaSento molti digrignare i denti; ovunque terrore, quando si uniscono contro di me, progettano di sopprimere la mia anima. 

Salmo 30,14

Sono insorti contro di me falsi testimoni: non so nulla di ciò che mi chiedono.

Salmo 34,11

Le straordinarie fucilazioni su vasta scala del 1937-1938 furono, come si sa, la conseguenza delle decisione del Politburo ВКП(6) (partito comunista) del 2 luglio 1937 relative alla realizzazione di una operazione, su vasta scala, di repressione di interi gruppi di popolazione. In esecuzione di questa deliberazione uscì il "famoso" decreto operativo N° 00447 del 30 luglio 1937 a firma di Ezhov  sul " modo di punizione degli ex- kulaki (ricchi contadini), criminali ed altri elementi antisovietici".  Sotto la dicitura " altri elementi antisovietici" si intendeva: " membri di partiti antisovietici, ex-bianchi, gendarmi, ufficiali dello Zar , repressori, banditi, collaboratori di banditi, re-emigranti" e anche " settari attivisti, ecclesiastici e altri che si trovano in galera, nei lager, nei centri di lavoro e colonie". 

camera.jpgGli "Elementi Antisovietici" si dividevano in due categorie. Alla prima appartenevano " tutti i più ostili fra gli elencati elementi", passibili " di immediato arresto e, in base all'esame delle loro pratiche da una "troika", -  di FUCILAZIONE". Alla seconda categoria erano attribuiti " i meno attivi, ma comunque elementi ostili ". Per essi c'era  l'arresto e l'internamento nei lager per un periodo da 8 a 10 anni. Secondo i dati presentati ai responsabili dai capi  dei territori e province del comando NKVD, il piano fu ridotto, da parte del Centro, a due categorie di gente da reprimere. Per Mosca e regione di Mosca, il piano iniziale comprendeva 5000 persone della prima categoria e 30000  della seconda. " Se durante questa operazione saranno fucilate un migliaio di persone di troppo, nessun problema " - scriveva Ezhov  nei chiarimenti al decreto. 

Fu proposto di realizzare tutta l'operazione di repressione, su vasta scala, in quattro mesi (poi si prolungò ancora per un paio di volte).

Relativamente al modo in cui realizzavano le esecuzioni, nel poligono di Butovo, lo ha raccontato, agli inizi degli anni '90, il capitano A.B. Sadovsky, sostituto temporaneo del comandante AKHO (reparto amministrativo) della direzione moscovita del NKVD. Egli era il responsabile per il territorio di Mosca e regione Moscovita e, inoltre, dal gennaio all'ottobre del 1937, per il Poligono di Butovo, dell'esecuzione delle sentenze.

Il pilota O.S. Bilchenko Gli automezzi, sui quali venivano messe fino ad una cinquantina di persone, arrivavano al Poligono, dal lato del bosco, verso la 1  o le 2 di notte. A quei tempi non c'era la recinzione in legno. La zona era recintata con filo spinato. Nel luogo dove si fermavano le macchine si trovavano una torretta per la sicurezza e fari fissati agli alberi. Non lontano si vedevano due edifici: una casa in sassi, non grande, ed una lunga baracca di legno, della lunghezza di circa 80 metri. Conducevano le persone nella baracca per il cosiddetto "trattamento sanitario". Rendevano nota la sentenza e verificavano i dati solo al momento della fucilazione. Questa procedura andava avanti, a volte, per lo scorrere di molte ore.

Gli esecutori  delle sentenze, nel frattempo, si trovavano completamente isolati nella casa di sassi, che si trovava non lontano.

Portavano fuori i condannati, dal locale della baracca,  uno alla volta.  In quel momento apparivano gli esecutori che li prendevano in consegna e li conducevano - ognuno la propria vittima - nella profondità del poligono, in direzione della fossa. Li fucilavano sull'orlo della fossa, alla nuca, quasi a bruciapelo. Gettavano giù nella fossa i corpi dei giustiziati, coprendo con questi il fondo di una profonda trincea. Dei collaboratori NKVD, volutamente addestrati allo scopo,  si occupavano della "pulizia" dei corpi.

Raramente venivano fucilate meno di 100 persone al giorno. E' accaduto che fossero sia 300 che 400 e oltre 500. Per esempio, l'8 dicembre 1937 furono fucilate 474 persone ed il 17 e il 28 febbraio 1938 rispettivamente 504 e 562 persone (3). Gli esecutori si servivano di armi personali, più spesso ricevute nella guerra civile; di solito era una pistola di concezione "nagan", che reputavano le più precise, maneggevoli e senza guasti. Dovevano presenziare alle fucilazioni anche il medico e il procuratore, ma, come sappiamo dalla testimonianza degli stessi esecutori, non sempre (questa disposizione) veniva rispettata.

Dai lavori di A. Drevin Nei giorni delle fucilazioni veniva messo, davanti a tutti gli esecutori e agli uomini della sicurezza, un secchio di vodka, dal quale era possibile bere a volontà. (Già, e come eseguire un simile lavoro se non storditi dall'alcol?). In un lato c'era anche un secchio con dell'acqua di colonia.

Al termine delle fucilazioni si davano una lavatina con l'acqua di colonia poiché si sentiva lontano un chilometro provenire dagli esecutori odore di sangue e polvere da sparo. Per dichiarazione degli stessi, "pure i cani si scansavano da loro".

Poi gli esecutori andavano al comando, dove riempivano a mano le carte relative all'esecuzione e le sottoscrivevano; eseguite le formalità necessarie, veniva loro dato il pranzo, dopo di che, di solito ubriachi fradici, venivano portati a Mosca. Verso sera, nel luogo della fucilazione, appariva una persona del luogo; accendeva il buldozer, che si trovava al poligono appositamente a questo scopo, e versava uno strato fine di terra sui morti. Il giorno dopo tutto ricominciava da capo.

Fino all'agosto del 1937 i fucilati venivano seppelliti in fosse non grandi e separate, le cui tracce si possono rinvenire nel territorio del poligono di Butovo e dintorni. Ma, dall'agosto del 1937, le fucilazioni in Butovo presero un aspetto massiccio, così che fu necessario cambiare la " tecnologia " di fucilazione e di seppellimento. A Butovo fu portato un potente escavatore tipo " Komsomolets", utilizzato per scavo dei canali. Con il suo aiuto scavavano in anticipo questi ampi fossati, lunghi un centinaio di metri, larghi da 3 a 5 e profondi 3 metri e mezzo. 

Dai lavori di A. Drevin  C'erano in tutto 13 fosse di tal genere in Butovo;  secondo i dati, lì sono stati seppellite 20760 persone. Innanzitutto fucilavano i " nazionalisti "  per spionaggio, poi " gli ex  (zaristi)" ed "ecclesiastici" per movimento antisovietico, in seguito gli invalidi, per il fatto che non si voleva mantenere nelle carceri o inviare nei lagher coloro che non erano in grado di lavorare. 

Sorprendono i tempi in cui veniva eseguita tutta la procedura. Succedeva che, dal momento dell'arresto alla fucilazione, passavano soltanto due giorni (ci sono tre fascicoli relativi a questo modo di agire), oppure 5/6 giorni (16 fascicoli); oppure 7/8 giorni (118 fascicoli). La procedura relativa all'accusa di agitatore antiosovietico veniva svolta velocemente. Un pò più a lungo durava quella relativa all'accusa di azione terroristica (nazionalisti) " esecutori o sostenitori". Le procedure relative a "spionaggio" non erano brevi.

Cercavano gli " agenti ", controllavano " le parole d'ordine ", e " i luoghi di raduno". 

Questi accusati venivano torturati per diversi mesi, talora anche per un anno.

La maggior parte dei fucilati (80-85%) non appartenevano al partito; circa la metà di essi avevano un basso livello di istruzione. In una parola, questa era gente lontana dalla politica.

prikaz.jpg    

 

     Prima   categoria     Seconda categoria    Totale

9.

Bashkirskaya ASSR

500

 

1500

 

2000

10.

Buryato-Mongolskaya ASSR

350

 

1500

 

1850

11.

Daghestanskaya ASSR

500

 

2500

 

3000

12

Karelskaya ASSR

300

 

700

 

1000

13.

Kabardino-Balkarskaya ASSR

300

 

700

 

1000

15

Komi ASSR

100

 

300

 

400

16.

Kalmitskaya ASSR

100

 

300

 

400

17

Mariyskaya ASSR

300

 

1500 

 

1800

18.

Mordovskaya ASSR

300

 

1500

 

1800

19

Nemtsev Povolgiya ASSR

200

 

700

 

900

20.

Severo-Osetinskaya ASSR

200

 

500

 

700

21.

Tatarskaya ASSR

500

 

1500

 

2000

22.

Udmurskaya ASSR

200

 

500

 

700

23.

Checheno-Ingushskaya ASSR

500

 

1500 

 

2000

24.

Chuvashskaya ASSR

300

 

1500

 

1800

25.

Azovo-Chernomorsky reg.

5000

 

8000

 

13000

26.

Dalne-Vostochny regione

2000

 

4000

 

6000

27.

Zapadno-Sibirsky regione

5000

 

12000

 

17000

28.

Krasnodarsky regione

750

 

2500

 

3250

29.

Orgionikizevsky regione

1000

 

4000

 

5000

30.

Vostochno-Sibirsky regione

1000

 

4000

 

5000

31.

Voronezhskaya regione

1000

 

3500

 

4500

32.

Gorkovskaya regione

1000

 

3500

 

4500

33.

Zapadnaya regione

1000

 

5000

 

6000

34.

Ivanovskaya regione

750

 

2000

 

2750

35.

Kalininskaya regione

1000

 

3000 

 

4000

36.

Kurskaya regione

1000

 

3000

 

4000

37.

Kuibishevskaya regione

1000

 

4000

 

5000

38.

Kirovskaya regione

500

 

1500

 

2000

39.

Leningradskaya regione

4000

 

10000

 

14000

40.

Moscovskaya regione

5000

 

30000 

 

35000

41.

Omskaya regione

1000

 

2500

 

3500

42.

Orenburgskaya regione

1500

 

3000

 

4500

43.

Saratovskaya regione

1000

 

2000

 

3000

44.

Stalingradskaya regione

1000

 

3000

 

4000

45.

Svedrlovskaya regione

4000

 

6000 

 

10000

46.

Severnaya regione

750

 

2000

 

2750

47.

Chelyabinskaya regione

1500

 

4500

 

6000

48.

Yaroslavskaya regione

750*

 

1250

 

2000

*Nell'originale erroneamente c'è 7500. 

 V. A. KomarovskyFotografie da fascicoli d'inchiesta - R. Semashkevich.Fotografie da fascicoli d'inchiesta - V. Timirev

 

 

 

 

 

 

Qui vennero fucilati sia ragazzini di 15-16 anni che anziani di 80 anni. Furono svuotati interi villaggi; a Butovo sono sepolti 10-30-40 persone provenienti da un solo villaggio. 

Furono uccisi in maggior parte  uomini: di essi infatti ne sono stati fucilati 19903 - donne 858.

Accusavano di " trozkismo " e azione terroristica e controrivoluzionaria - tanto  in quel momento non conoscevano neppure tali parole - sia contadini istruiti che analfabeti, i quali mettevano, negli atti relativi agli interrogatori, la croce al posto della firma. Non capivano il motivo dell'arresto e dove venivano portati. Probabilmente qualcuno di loro moriva senza sapere cosa stesse succedendo.  P. Semashkevich .  Paesaggio con albero

I motivi dell'arresto e della fucilazione erano, qualche volta, semplicemente ridicoli. 

La colpa di qualcuno, fucilato nel poligono, era stata quella di avere con sè la poesia di Yessenin, trascritta a mano, indirizzata contro il poeta "cortigiano" Demian Bedny ("agitazione antisovietica"); oppure il libro di S. Nilus " Sulla riva del fiume divino" ("nazionalismo, antisemitismo, oscurantismo ecclesiale"; oppure , non volesse Iddio,  qualcuno ("..sostenitore della monarchia") teneva di nascosto il ritratto dell'ultimo Zar. Alcuni sono stati condotti a Butovo  a causa di loro innocenti scherzi, che si erano permessi di fare, (talvolta anche sotto forma di poesia), nei confronti del celebre pilota d'aerei Vodopianov. Anche questo fatto non si perdonava, e non si sa perché. E' finito al poligono il linotipista della 1 tipografia Obraztsov, avendo fatto un grosso errore nel giornale " La verità del poligrafista". Invece di "sporco trotzkiska" aveva scritto " sporco sovietico". Egli e la donna che correggeva le bozze persero la vita per questo motivo. A Butovo finì i suoi giorni un lavoratore di un  comitato zonale che, in una manifestazione, molto eccitato, aveva urlato a tutta birra nel megafono " Viva Hitler" anziché " Viva Stalin".  (Certamente fu portato dove doveva essere portato e, per quanto poi avesse cercato di giustificarsi,  che ciò " è successo per caso", "non so come sia successo", nessuno gli credette).  Qualcuno è finito nei fossati di Butovo perchè il proprio vicino o la moglie del vicino erano attirati dalla loro stanzetta (kommunalnaia). (I buoni appartamenti, dopo l'arresto dei loro abitanti, venivano intestati alla gente seria che, di prassi, erano degli impegati dell' NKVD. Si impadronivano però anche delle kommunalnie, e di questo vi sono numerosissimi esempi.) 

P. Semashkevich - AutoritrattoChi non c'è nelle fosse di Butovo......Poliziotti, insegnanti, medici, giuristi, pompieri, turisti ed anche impiegati del NKVD, piloti, militari, semplici delinquenti e, certamente, "ex nobili" ed ufficiali dello zar. Hanno perso la vita a Butovo anche musicisti-compositori, cantanti, pianisti, violinisti; ci sono artisti di teatro, di circo e c'è pure un cabarettista. Tra gli appartenenti all'arte ed alla cultura, il maggior numero è rappresentato da pittori, circa un centinaio. Tra i morti vi sono pittori di ogni tendenza: avanguardisti, realisti. Ci sono pittori di nature, grafici, scultori, miniaturisti, oggettisti, pittori di icone, stilisti, pittori su stoffe e decoratori di stoviglie.

Tra i pittori fucilati a Butovo ci sono quelli le cui opere d'arte costituiscono la gloria dell'arte russa contemporanea. Innanzitutto Alexandr Drevin, i cui lavori fortunosamente salvati dalla confisca, ora si trovano in esposizione permanente  alla Galleria Tretiakovskaya e nelle migliori sale di esposizione mondiali.

Il destino delle opere di un altro bravo pittore, Roman Semashkevich, è tragico  quanto il destino dell'autore stesso.

Circa 300 dei suoi quadri, preparati per una mostra personale, sono stati confiscati nel momento della perquisizione. Si trovano pure alla Tretiakovskaya poche opere salvate di Semashkevich e viaggiano per le mostre di tutto il mondo. E' molto famoso, nel mondo dei professionisti, il nome di Gustav Klutsis, pittore, designer e progettista, iniziatore della foto-manifesto sovietica. 

Foto. V. Timirev.  BarchetteVladimir Timirev, di 23 anni,  figlio del controammiraglio S.M. Timirev, figliastro di un altro ammiraglio ed ex "governatore della Russia" , A.V. Kolchak, occupa un posto particolare nell'elenco dei pittori morti. Della sua produzione sono rimasti solo dei meravigliosi acquarelli, pieni di luce ed ariosi, barche che navigano lentamente per mare, in un mondo di pace e vita gioiosa. Più di un centinaio di lavori di Timirev si trovano nei musei di Mosca, Penza, Nukus e altre città.

Il pittore ed iconografo Vladimir Alexeievich Komarovsky, conte di origine, era imparentato con molti cognomi nobili famosi. Ha dipinto alcune basiliche, ha creato belle icone che sorprendono per la potente forza religiosa, magnifiche nella loro semplicità. V.A. Komarovsky non era soltanto pittore ma anche teoretico dell'arte delle icone, fondatore della società e rivista "Icona Russa". Lo assillava l'idea di diffondere la maestria dell'arte russa antica e l'educazione al gusto nelle attività relative all'arredamento di icone delle chiese e " fascino della liturgia ecclesiale". Il pittore fu arrestato 5 volte. Alla fine, dopo il 5 arresto, fu condannato a morte. Fu fucilato a Butovo il 5/11/1937.

Primo aiutante di V.A. Komarovsky , in tutti i suoi lavori, era suo cugino e compagno il conte Yuri Alexandrovich  Olsufiev che tanto ha fatto per la scoperta e gloria dell'arte russa antica. Y.A. Olsufiev fu fucilato al poligono di Butovo il 14/03/1938.

V. Timirev. Barchette a riva A Butovo fu fucilato l'istruttore di alpinismo, capo della sezione di alpinismo presso VZSPS (Consiglio Centrale dei Sindacati), V.L. Semenovsky (famoso fra i geografi russi e stranieri, topografi e alpinisti: con il suo nome fu chiamata la bellissima cima nelle montagne di Tian-Shian). L'eroe della 1 guerra mondiale, ingeniere militare di primo rango, A.I Glantsberg che era stato uno  dei primi organizzatori del servizio militare alpino, che ebbe una grande diffusione a metà degli anni '30. Anch'egli fu fucilato a Butovo. Quasi tutti gli alpinisti fucilati erano persone molto istruite, bravi specialisti nella loro occupazione primaria.  Per esempio fu arrestato e fucilato a Butovo G.E. Gerngross, nobile da molte generazioni,  figlio di un generale dello Zar e, primo nella nazione, studioso africanista ed alpinista di alta classe.

A Butovo sono rimaste pure le ossa del bisnipote di Kutuzov e contemporanemente di un  parente di Tukhachiov, del  professore di canto ecclesiastico M.N. Khitrovo-Kramsky e della bisnipote di Saltikov-Shedrin,  T.N. Gladirevskaya e infine di   A.V Brezin,  di nazionalità ceca, membro della spedizione di O.Schmidt. E' capitato tra noi, in un brutto momento,  l'italiano di origine veneziana Antonino Bruno Segalino, che lavorava con il generale Nobile alla costruzione di un dirigibile (nel poligono sono seppelliti alcuni costruttori di dirigibili).

Qui furono fucilati 10 piloti. Tra di loro uno dei primi piloti russi , Nikolai Nikolaevich Danilevsky, ed altri fondatori dell'aviazione russa: i colonnelli L.K. Vologodtsev, P.I. Anikin-Obrezkov, ed il pilota navale della marina, che a quei tempi stava facendo i primi passi, O.S. Bilcenko.

Da lavori di V. KomarovskyTra i fucilati a Butovo ci sono tante persone importanti del periodo precedente: il capo della Duma statale Fiodor Alexandrovich Golovin, il conte B.V. Rostopchin (che, prima dell'arresto, era professore a Litfond), il duca L.A. Shakhovsky, militare dell'armata zarista.  Qui c'è anche il  compagno del ministro degli Affari Interni ad interim nel 1917, D.M. Shepkin. Tra le donne possiamo vedere, negli elenchi, K.M. Koblinskaya,  moglie del capo della sicurezza dello Zar e l'insegnante dei figli dello Zar in Tobolsk ed Yekaterinburg, N.V. Nikitina, nata contessa Votbolskaya.Tutti i sunnominati furono fucilati a Butovo nel dicembre del 1937.

Infine, troviamo negli elenchi delle vittime il nome del governatore di Mosca e compagno del ministro deli Affari Interni, capo del del corpo di polizia, Vladimir Fiodorovich Giunkovsky. Egli era uno fra i più nobili e notevoli personaggi in Mosca e S. Pietroburgo agli inizi del XX sec.

Fu  fondatore e, dal 1905, presidente dell'associazione moscovita per il controllo della sobrietà popolare. Con il suo aiuto furono aperte a Mosca le prime cliniche per alcolizzati e luoghi di ritrovo per il tempo libero dei poveri: biblioteche, sale di lettura, edifici popolari dove venivano organizzati spettacoli di beneficenza, con la partecipazione dei migliori artisti di Mosca. Negli anni  1913-1914 V.F. Giunkovsky realizzò la riorganizzazione dei reparti della polizia. Egli tentò di liberarsi dai provocatori e della provocazione come tale, ritenendola immorale. Il cammino terreno di questa importantissima persona terminò nel poligono di Butovo il 26/02/1938.

V. Komarovsky. Giorgia. StudioOltre ai gruppi citati di gente, a Butovo fuono fucilati tanti lavoratori del trasporto e commercio, direttori amministrativi di aziende, di piccole fabbriche, di consorzi etc.; agronomi, collaboratori scientifici, militari.

Nelle fosse di Butovo giacciono artigiani di talento, lavoratori di cooperative di ogni genere.

I moscoviti, fin dal periodo antecedente la rivoluzione, amavano le lavanderie cinesi. I cinesi vivevano in piccole colonie, parlavano male russo, sostituendo le parole con inchini e sorrisi. Molti erano sposati con donne russe. I cinesi consegnavano a domicilio dei clienti la biancheria lavata e stirata.

Nel 1937 queste lavanderie, quali imprese private, furono abolite e a Butovo furono fucilati più di 50 cinesi proprietari di lavanderia. 

La  maggior parte dei fucilati a Butovo consiste di prigionieri del Dmitlag NKVD - più di 1550 " kanalarmeyz", che lavoravano nel " cantiere del secolo " alla costruzione del canale Mosca- Volga. Dmitlag, che si può paragonare, come estensione, ad uno stato europeo medio, era in effetti una nazione nel mondo del GULAG. Prigionieri di Dmitlag erano ingenieri di primordine, scienziati di fama mondiale ed artisti. Ma la maggior parte della gente del Dmitlag consisteva in persone condannate in base ad articoli penali e venivano usati nei lavori più duri, dove non era richiesta alcuna particolare qualifica.

V. Komarovski. Donna con libroOltre alle persone elencate, più di ¼ di tutti i fucilati a Butovo (e precisamente 5595) sono stati riabilitati postumamente, vi sono dei condannati per veri crimini o vari articoli di  Codice Penale della Federazione Russa, i quali in base alle nostre leggi, non possono essere riabilitati.  Fanno parte del numero delle pratiche che non sono soggette a riabilitazione i fascicoli personali di coloro che sono già giustificati da  inesistenza di " reato "  o"fatto criminoso". 

Rimane un quesito quasi irrisolvibile: il motivo della  condanna in base all'art. 58  " politico" è corrispondente alla realtà dei fatti o, viceversa,  il condannato è comparso (in giudizio) sopratutto in base ad un articolo penale come vero delinquente?

Nei fascicoli processuali si nota che, al recidivo che terrorizzava i prigionieri in cella o nel lagher, veniva aggiunta l'agitazione antisovietica, per sbarazzarsi del persistente disturbatore del regime. L'accusa di azione controrivoluzionaria poteva essere avanzata nei confronti di un qualunque rissoso o contadino, che aveva incendiato il fienile del capo del Kolkos, oppure nei confronti del ragazzo che si era fatto il tattoo con il ritratto di Stalin " su parti del corpo non adatte".

F.A. Golovin.Ricevevano, alle volte, il politico " art. 58 " , i frequentatori abituali dei  vitresvitel  (" in apparenza ubriaco diceva parolacce all'indirizzo del capo ") o i clienti di birreria  (in compagnia di compagni di bevute " esprimeva voglie di sabotaggio terroristico ").  Questi ed altri simili a loro, accusati in base all'art. 58, sono stati riabilitati negli anni 1989-inizio 1990 in quanto soppressi senza motivo.

Viceversa, gli accusati come "socialmente pericolosi", oppure gli elementi " socialmente nocivi ", la gente " senza precisa occupazione " e " senza abitazione precisa ", i condannati a morte per povertà, vagabondaggio, e,  perlopiù,  per violazione del regolamento dei passaporti , non possono essere soggetti a riabilitazione.  Ma  proprio loro in gran parte furono le vittime della politica dei bolscevichi e della crisi del paese dopo la rivoluzione.

Sono stati sicuramente messi nell'elenco delle persone non riabilitate i veri delinquenti: ladri "qualificati", assassini presi sul luogo del delitto oppure trovati dopo una difficile ricerca. Il passato criminale di alcuni fa venire in mente un romanzo giallo:

15-20 cause in età adolescenziale, 10-15 evasioni con taglio delle sbarre, scavi di gallerie, travestimenti in guardia carceraria e altri.

E.I. Martinov  Tenente- generale dell'armata dello Zar Ma "eroi" di questo tipo sono pochissimi. La maggior parte dei delinquenti erano accusati e fucilati per furti di piccola entità, spesso non proporzionati alla punizione. Si trovano cause relative al furto di galosce, di un pao di filoni di pane, biciclette, fisarmonica, 20 sacchi vuoti, 5 pezzi di sapone. Succedeva anche che liti con i vicini nei " kommunalnie kvartiri " , su denuncia di una parte, finivano in fucilazione al poligono di Butovo. Ci sono condanne a morte per speculazione. Ad esempio fu condannato un contadino, non del luogo, che vendeva le mele del proprio frutteto sul piazzale della stazione. Pure le prostitute e gli indovini condivisero il destino dei ladri, dei falsari, degli speculatori e affaristi. Lo stesso successe agli zingari e assiriani, che facevano i lustrascarpe, discendenti degli antichi Assiri.

Non vi è alcuna certezza che potremo conoscere tutti i nomi dei fucilati a Butovo anche nel periodo dal 8/8/1937 al 19/10/1938, per non parlare degli anni precedenti e seguenti. Però si può dire, responsabilmente, che per certi nomi, che non conosceremo mai, è stato fatto di tutto perchè rimangano sconosciuti. Ad esempio, in un documento, scoperto per caso negli archivi del UFSB (organo della sicurezza statale, ex KGB) di S. Pietroburgo,  si ordina "...ai capi di АПЗ, ОДПЗ, e ai capi della prigione di distruggere solo personalmente tutte le tracce di permanenza del tal prigioniero nei posti di prigionia e distruggere fascicoli, cartelle e notazioni negli elenchi etc."

Nota     I ricercatori hanno molti dubbi riguardo al numero giornaliero dei fucilati. E'possibile che, come a Leningrado, dove si è trovata conferma tramite documenti (secondo il libro " Martirologio di Leningrado" di А.Ya. Razumov) , la gente che veniva fucilata in più giorni, veniva annotata come fucilata in un giorno solo.

 vitresvitel (luogo dove venivano messi gli ubriachi raccolti per strada.  ndr)