|
Sento molti digrignare i denti; ovunque terrore, quando
si uniscono contro di me, progettano di sopprimere la mia anima.
Salmo 30,14
Sono insorti contro di me falsi
testimoni: non so nulla di ciò che mi chiedono.
Salmo 34,11
Le straordinarie fucilazioni su vasta scala del
1937-1938 furono, come si sa, la conseguenza delle decisione del Politburo ВКП(6)
(partito comunista) del 2 luglio 1937 relative alla realizzazione di una
operazione, su vasta scala, di repressione di interi gruppi di popolazione. In
esecuzione di questa deliberazione uscì il "famoso" decreto operativo N° 00447
del 30 luglio 1937 a firma di Ezhov
sul " modo di punizione degli ex- kulaki (ricchi contadini), criminali
ed altri elementi antisovietici". Sotto
la dicitura " altri elementi antisovietici" si intendeva: " membri di partiti
antisovietici, ex-bianchi, gendarmi, ufficiali dello Zar , repressori, banditi,
collaboratori di banditi, re-emigranti" e anche " settari attivisti,
ecclesiastici e altri che si trovano in galera, nei lager, nei centri di lavoro
e colonie".
Gli "Elementi
Antisovietici" si dividevano in due categorie. Alla prima appartenevano "
tutti i più ostili fra gli elencati elementi", passibili " di immediato arresto
e, in base all'esame delle loro pratiche da una "troika", - di FUCILAZIONE". Alla seconda categoria erano
attribuiti " i meno attivi, ma comunque elementi ostili ". Per essi c'era l'arresto e l'internamento nei lager per un
periodo da 8 a 10 anni. Secondo i dati presentati ai
responsabili dai capi dei territori e
province del comando NKVD, il piano fu ridotto, da parte del Centro, a due
categorie di gente da reprimere. Per Mosca e regione di Mosca, il piano
iniziale comprendeva 5000 persone della prima categoria e 30000 della seconda. " Se durante questa operazione
saranno fucilate un migliaio di persone di troppo, nessun problema " - scriveva
Ezhov nei chiarimenti al decreto.
Fu proposto di realizzare
tutta l'operazione di repressione, su vasta scala, in quattro mesi (poi si
prolungò ancora per un paio di volte).
Relativamente al modo in cui
realizzavano le esecuzioni, nel poligono di Butovo, lo ha raccontato, agli
inizi degli anni '90, il capitano A.B. Sadovsky, sostituto temporaneo del
comandante AKHO (reparto amministrativo)
della direzione moscovita del NKVD. Egli era il responsabile per il territorio
di Mosca e regione Moscovita e, inoltre, dal gennaio all'ottobre del 1937, per
il Poligono di Butovo, dell'esecuzione delle sentenze.
Gli automezzi, sui quali
venivano messe fino ad una cinquantina di persone, arrivavano al Poligono, dal
lato del bosco, verso la 1 o le 2 di
notte. A quei tempi non c'era la recinzione in legno. La zona era recintata con
filo spinato. Nel luogo dove si fermavano le macchine si trovavano una torretta
per la sicurezza e fari fissati agli alberi. Non lontano si vedevano due
edifici: una casa in sassi, non grande, ed una lunga baracca di legno, della
lunghezza di circa 80 metri. Conducevano le persone nella baracca per il
cosiddetto "trattamento sanitario". Rendevano nota la sentenza e verificavano i
dati solo al momento della fucilazione. Questa procedura andava avanti, a
volte, per lo scorrere di molte ore.
Gli esecutori delle sentenze, nel frattempo, si trovavano
completamente isolati nella casa di sassi, che si trovava non lontano.
Portavano fuori i
condannati, dal locale della baracca,
uno alla volta. In quel momento
apparivano gli esecutori che li prendevano in consegna e li conducevano -
ognuno la propria vittima - nella profondità del poligono, in direzione della
fossa. Li fucilavano sull'orlo della fossa, alla nuca, quasi a bruciapelo.
Gettavano giù nella fossa i corpi dei giustiziati, coprendo con questi il fondo
di una profonda trincea. Dei collaboratori NKVD, volutamente addestrati allo
scopo, si occupavano della "pulizia" dei
corpi.
Raramente venivano fucilate
meno di 100 persone al giorno. E' accaduto che fossero sia 300 che 400 e oltre
500. Per esempio, l'8 dicembre 1937 furono fucilate 474 persone ed il 17 e il
28 febbraio 1938 rispettivamente 504 e 562 persone (3). Gli esecutori si
servivano di armi personali, più spesso ricevute nella guerra civile; di solito
era una pistola di concezione "nagan", che reputavano le più precise,
maneggevoli e senza guasti. Dovevano presenziare alle fucilazioni anche il medico
e il procuratore, ma, come sappiamo dalla testimonianza degli stessi esecutori,
non sempre (questa disposizione) veniva rispettata.
Nei giorni delle fucilazioni veniva messo,
davanti a tutti gli esecutori e agli uomini della sicurezza, un secchio di
vodka, dal quale era possibile bere a volontà. (Già, e come eseguire un simile
lavoro se non storditi dall'alcol?). In un lato c'era anche un secchio con
dell'acqua di colonia.
Al termine delle fucilazioni si davano una
lavatina con l'acqua di colonia poiché si sentiva lontano un chilometro
provenire dagli esecutori odore di sangue e polvere da sparo. Per dichiarazione
degli stessi, "pure i cani si scansavano da loro".
Poi gli esecutori andavano
al comando, dove riempivano a mano le carte relative all'esecuzione e le
sottoscrivevano; eseguite le formalità necessarie, veniva loro dato il pranzo,
dopo di che, di solito ubriachi fradici,
venivano portati a Mosca. Verso sera, nel luogo della fucilazione, appariva una
persona del luogo; accendeva il buldozer, che si trovava al poligono
appositamente a questo scopo, e versava uno strato fine di terra sui morti. Il
giorno dopo tutto ricominciava da capo.
Fino all'agosto del 1937 i
fucilati venivano seppelliti in fosse non grandi e separate, le cui tracce si
possono rinvenire nel territorio del poligono di Butovo e dintorni. Ma,
dall'agosto del 1937, le fucilazioni in Butovo presero un aspetto massiccio,
così che fu necessario cambiare la " tecnologia " di fucilazione e di
seppellimento. A Butovo fu portato un potente escavatore tipo " Komsomolets",
utilizzato per scavo dei canali. Con il suo aiuto scavavano in anticipo questi
ampi fossati, lunghi un centinaio di metri, larghi da 3 a 5 e profondi 3 metri e mezzo.
C'erano in tutto 13 fosse di
tal genere in Butovo; secondo i dati, lì
sono stati seppellite 20760 persone. Innanzitutto fucilavano i " nazionalisti
" per spionaggio, poi " gli ex (zaristi)"
ed "ecclesiastici" per movimento antisovietico, in seguito gli invalidi, per il
fatto che non si voleva mantenere nelle carceri o inviare nei lagher coloro che
non erano in grado di lavorare.
Sorprendono i tempi in cui veniva eseguita tutta la
procedura. Succedeva che, dal momento dell'arresto alla fucilazione, passavano
soltanto due giorni (ci sono tre fascicoli relativi a questo modo di agire),
oppure 5/6 giorni (16 fascicoli); oppure 7/8 giorni (118 fascicoli). La
procedura relativa all'accusa di agitatore antiosovietico veniva svolta
velocemente. Un pò più a lungo durava quella relativa all'accusa di azione terroristica
(nazionalisti) " esecutori o sostenitori". Le procedure relative a "spionaggio"
non erano brevi.
Cercavano gli " agenti ", controllavano "
le parole d'ordine ", e " i luoghi di raduno".
Questi accusati venivano
torturati per diversi mesi, talora anche per un anno.
La
maggior parte dei fucilati (80-85%) non appartenevano al partito; circa la metà
di essi avevano un basso livello di istruzione. In una parola, questa era gente
lontana dalla politica.
| |
|
Prima categoria |
|
Seconda
categoria |
|
Totale |
|
9.
|
Bashkirskaya
ASSR
|
500
|
|
1500
|
|
2000
|
|
10.
|
Buryato-Mongolskaya
ASSR
|
350
|
|
1500
|
|
1850
|
|
11.
|
Daghestanskaya
ASSR
|
500
|
|
2500
|
|
3000
|
|
12
|
Karelskaya ASSR
|
300
|
|
700
|
|
1000
|
|
13.
|
Kabardino-Balkarskaya
ASSR
|
300
|
|
700
|
|
1000
|
|
15
|
Komi ASSR
|
100
|
|
300
|
|
400
|
|
16.
|
Kalmitskaya
ASSR
|
100
|
|
300
|
|
400
|
|
17
|
Mariyskaya ASSR
|
300
|
|
1500
|
|
1800
|
|
18.
|
Mordovskaya
ASSR
|
300
|
|
1500
|
|
1800
|
|
19
|
Nemtsev
Povolgiya ASSR
|
200
|
|
700
|
|
900
|
|
20.
|
Severo-Osetinskaya
ASSR
|
200
|
|
500
|
|
700
|
|
21.
|
Tatarskaya ASSR
|
500
|
|
1500
|
|
2000
|
|
22.
|
Udmurskaya ASSR
|
200
|
|
500
|
|
700
|
|
23.
|
Checheno-Ingushskaya
ASSR
|
500
|
|
1500
|
|
2000
|
|
24.
|
Chuvashskaya
ASSR
|
300
|
|
1500
|
|
1800
|
|
25.
|
Azovo-Chernomorsky
reg.
|
5000
|
|
8000
|
|
13000
|
|
26.
|
Dalne-Vostochny
regione
|
2000
|
|
4000
|
|
6000
|
|
27.
|
Zapadno-Sibirsky
regione
|
5000
|
|
12000
|
|
17000
|
|
28.
|
Krasnodarsky
regione
|
750
|
|
2500
|
|
3250
|
|
29.
|
Orgionikizevsky
regione
|
1000
|
|
4000
|
|
5000
|
|
30.
|
Vostochno-Sibirsky
regione
|
1000
|
|
4000
|
|
5000
|
|
31.
|
Voronezhskaya
regione
|
1000
|
|
3500
|
|
4500
|
|
32.
|
Gorkovskaya
regione
|
1000
|
|
3500
|
|
4500
|
|
33.
|
Zapadnaya
regione
|
1000
|
|
5000
|
|
6000
|
|
34.
|
Ivanovskaya
regione
|
750
|
|
2000
|
|
2750
|
|
35.
|
Kalininskaya
regione
|
1000
|
|
3000
|
|
4000
|
|
36.
|
Kurskaya
regione
|
1000
|
|
3000
|
|
4000
|
|
37.
|
Kuibishevskaya
regione
|
1000
|
|
4000
|
|
5000
|
|
38.
|
Kirovskaya
regione
|
500
|
|
1500
|
|
2000
|
|
39.
|
Leningradskaya
regione
|
4000
|
|
10000
|
|
14000
|
|
40.
|
Moscovskaya
regione
|
5000
|
|
30000
|
|
35000
|
|
41.
|
Omskaya regione
|
1000
|
|
2500
|
|
3500
|
|
42.
|
Orenburgskaya
regione
|
1500
|
|
3000
|
|
4500
|
|
43.
|
Saratovskaya
regione
|
1000
|
|
2000
|
|
3000
|
|
44.
|
Stalingradskaya
regione
|
1000
|
|
3000
|
|
4000
|
|
45.
|
Svedrlovskaya
regione
|
4000
|
|
6000
|
|
10000
|
|
46.
|
Severnaya
regione
|
750
|
|
2000
|
|
2750
|
|
47.
|
Chelyabinskaya
regione
|
1500
|
|
4500
|
|
6000
|
|
48.
|
Yaroslavskaya
regione
|
750*
|
|
1250
|
|
2000
|
*Nell'originale erroneamente c'è 7500.
 
Qui vennero fucilati sia
ragazzini di 15-16 anni che anziani di 80 anni. Furono svuotati interi
villaggi; a Butovo sono sepolti 10-30-40 persone provenienti da un solo
villaggio.
Furono uccisi in maggior parte
uomini: di essi infatti ne sono stati fucilati 19903 - donne 858.
Accusavano di " trozkismo "
e azione terroristica e controrivoluzionaria - tanto in quel momento non conoscevano neppure tali
parole - sia contadini istruiti che analfabeti, i quali mettevano, negli atti
relativi agli interrogatori, la croce al posto della firma. Non capivano il
motivo dell'arresto e dove venivano portati. Probabilmente qualcuno di loro
moriva senza sapere cosa stesse succedendo.
I motivi dell'arresto e della fucilazione erano, qualche volta,
semplicemente ridicoli.
La colpa di qualcuno,
fucilato nel poligono, era stata quella di avere con sè la poesia di Yessenin,
trascritta a mano, indirizzata contro il poeta "cortigiano" Demian Bedny
("agitazione antisovietica"); oppure il libro di S. Nilus " Sulla riva del
fiume divino" ("nazionalismo, antisemitismo, oscurantismo ecclesiale"; oppure ,
non volesse Iddio, qualcuno
("..sostenitore della monarchia") teneva di nascosto il ritratto dell'ultimo
Zar. Alcuni sono stati condotti a Butovo
a causa di loro innocenti scherzi, che si erano permessi di fare,
(talvolta anche sotto forma di poesia), nei confronti del celebre pilota
d'aerei Vodopianov. Anche questo fatto non si perdonava, e non si sa perché. E'
finito al poligono il linotipista della 1 tipografia Obraztsov, avendo fatto un
grosso errore nel giornale " La verità del poligrafista". Invece di "sporco
trotzkiska" aveva scritto " sporco sovietico". Egli e la donna che correggeva
le bozze persero la vita per questo motivo. A Butovo finì i suoi giorni un lavoratore di
un comitato zonale che, in una
manifestazione, molto eccitato, aveva urlato a tutta birra nel megafono " Viva
Hitler" anziché " Viva Stalin".
(Certamente fu portato dove doveva essere portato e, per quanto poi
avesse cercato di giustificarsi, che ciò
" è successo per caso", "non so come sia successo", nessuno gli credette). Qualcuno è finito nei fossati di Butovo
perchè il proprio vicino o la moglie del vicino erano attirati dalla loro
stanzetta (kommunalnaia). (I buoni appartamenti, dopo l'arresto dei loro
abitanti, venivano intestati alla gente seria che, di prassi, erano degli
impegati dell' NKVD. Si impadronivano però anche delle kommunalnie, e di questo
vi sono numerosissimi esempi.)
Chi non c'è nelle fosse di
Butovo......Poliziotti, insegnanti, medici, giuristi, pompieri, turisti ed
anche impiegati del NKVD, piloti, militari, semplici delinquenti
e, certamente, "ex nobili" ed ufficiali dello zar. Hanno perso la vita a Butovo
anche musicisti-compositori, cantanti, pianisti, violinisti; ci sono artisti di
teatro, di circo e c'è pure un cabarettista. Tra gli appartenenti all'arte ed
alla cultura, il maggior numero è rappresentato da pittori, circa un centinaio.
Tra i morti vi sono pittori di ogni tendenza: avanguardisti, realisti. Ci sono
pittori di nature, grafici, scultori, miniaturisti,
oggettisti, pittori di icone, stilisti, pittori su stoffe e decoratori di
stoviglie.
Tra i pittori fucilati a Butovo ci sono
quelli le cui opere d'arte costituiscono la gloria dell'arte russa
contemporanea. Innanzitutto Alexandr Drevin,
i cui lavori fortunosamente salvati dalla confisca, ora si trovano in
esposizione permanente alla Galleria
Tretiakovskaya e nelle migliori sale di esposizione mondiali.
Il
destino delle opere di un altro bravo pittore, Roman Semashkevich, è tragico quanto il destino dell'autore stesso.
Circa 300 dei suoi quadri, preparati per
una mostra personale, sono stati confiscati nel momento della perquisizione. Si
trovano pure alla Tretiakovskaya poche opere salvate di Semashkevich e
viaggiano per le mostre di tutto il mondo. E' molto famoso, nel mondo dei
professionisti, il nome di Gustav
Klutsis, pittore, designer e progettista, iniziatore della foto-manifesto
sovietica.
Vladimir Timirev, di 23 anni, figlio del controammiraglio S.M. Timirev,
figliastro di un altro ammiraglio ed ex "governatore della Russia" , A.V.
Kolchak, occupa un posto particolare nell'elenco dei pittori morti. Della sua
produzione sono rimasti solo dei meravigliosi acquarelli, pieni di luce ed
ariosi, barche che navigano lentamente per mare, in un mondo di pace e vita
gioiosa. Più di un centinaio di lavori di Timirev si trovano nei musei di
Mosca, Penza, Nukus e altre città.
Il
pittore ed iconografo Vladimir Alexeievich Komarovsky, conte di
origine, era imparentato con molti cognomi nobili famosi. Ha dipinto alcune
basiliche, ha creato belle icone che sorprendono per la potente forza
religiosa, magnifiche nella loro semplicità. V.A. Komarovsky non era soltanto
pittore ma anche teoretico dell'arte delle icone, fondatore della società e
rivista "Icona Russa". Lo assillava l'idea di diffondere la maestria dell'arte
russa antica e l'educazione al gusto nelle attività relative all'arredamento di
icone delle chiese e " fascino della liturgia ecclesiale". Il pittore fu
arrestato 5 volte. Alla fine, dopo il 5 arresto, fu condannato a morte. Fu fucilato a
Butovo il 5/11/1937.
Primo aiutante di V.A. Komarovsky , in tutti i
suoi lavori, era suo cugino e compagno il conte Yuri Alexandrovich Olsufiev che tanto ha fatto per la scoperta e
gloria dell'arte russa antica. Y.A. Olsufiev fu fucilato al poligono di Butovo
il 14/03/1938.
A Butovo fu fucilato
l'istruttore di alpinismo, capo della sezione di alpinismo presso VZSPS (Consiglio Centrale dei Sindacati), V.L. Semenovsky (famoso fra i geografi russi e stranieri, topografi
e alpinisti: con il suo nome fu chiamata la bellissima cima nelle montagne di
Tian-Shian). L'eroe della 1 guerra mondiale, ingeniere militare di primo rango,
A.I Glantsberg che era stato uno dei primi organizzatori del servizio militare
alpino, che ebbe una grande diffusione a metà degli anni '30. Anch'egli fu
fucilato a Butovo. Quasi tutti gli alpinisti fucilati erano persone molto
istruite, bravi specialisti nella loro occupazione primaria. Per esempio fu arrestato e fucilato a Butovo G.E. Gerngross, nobile da molte generazioni, figlio di un generale dello Zar e, primo
nella nazione, studioso africanista ed alpinista di alta classe.
A Butovo sono rimaste pure
le ossa del bisnipote di Kutuzov e contemporanemente di un parente di Tukhachiov, del professore di canto ecclesiastico M.N.
Khitrovo-Kramsky e della bisnipote di Saltikov-Shedrin, T.N. Gladirevskaya e infine di A.V
Brezin, di nazionalità ceca, membro
della spedizione di O.Schmidt. E' capitato tra noi, in un brutto momento, l'italiano di origine veneziana Antonino
Bruno Segalino, che lavorava con il generale Nobile alla costruzione di un
dirigibile (nel poligono sono seppelliti alcuni costruttori di dirigibili).
Qui furono fucilati 10
piloti. Tra di loro uno dei primi piloti russi , Nikolai Nikolaevich Danilevsky,
ed altri fondatori dell'aviazione russa: i colonnelli L.K. Vologodtsev, P.I.
Anikin-Obrezkov, ed il pilota navale della marina, che a quei tempi stava
facendo i primi passi, O.S. Bilcenko.
Tra i fucilati a Butovo ci
sono tante persone importanti del periodo precedente: il capo della Duma
statale Fiodor Alexandrovich Golovin, il conte B.V. Rostopchin (che, prima
dell'arresto, era professore a Litfond), il duca L.A. Shakhovsky, militare
dell'armata zarista. Qui c'è anche
il compagno del ministro degli Affari
Interni ad interim nel 1917, D.M. Shepkin. Tra le donne possiamo vedere, negli
elenchi, K.M. Koblinskaya, moglie del
capo della sicurezza dello Zar e l'insegnante dei figli dello Zar in Tobolsk ed
Yekaterinburg, N.V. Nikitina, nata contessa Votbolskaya.Tutti i sunnominati
furono fucilati a Butovo nel dicembre del 1937.
Infine, troviamo negli
elenchi delle vittime il nome del governatore di Mosca e compagno del ministro
deli Affari Interni, capo del del corpo di polizia, Vladimir Fiodorovich
Giunkovsky. Egli era uno fra i più nobili e notevoli personaggi in Mosca e S.
Pietroburgo agli inizi del XX sec.
Fu fondatore e, dal 1905, presidente
dell'associazione moscovita per il controllo della sobrietà popolare. Con il
suo aiuto furono aperte a Mosca le prime cliniche per alcolizzati e luoghi di ritrovo
per il tempo libero dei poveri: biblioteche, sale di lettura, edifici popolari
dove venivano organizzati spettacoli di beneficenza, con la partecipazione dei
migliori artisti di Mosca. Negli anni
1913-1914 V.F. Giunkovsky realizzò la riorganizzazione dei reparti della
polizia. Egli tentò di liberarsi dai provocatori e della provocazione come
tale, ritenendola immorale. Il cammino terreno di questa importantissima
persona terminò nel poligono di Butovo il 26/02/1938.
Oltre ai gruppi citati di
gente, a Butovo fuono fucilati tanti lavoratori del trasporto e commercio,
direttori amministrativi di aziende, di piccole fabbriche, di consorzi etc.;
agronomi, collaboratori scientifici, militari.
Nelle fosse di Butovo
giacciono artigiani di talento, lavoratori di cooperative di ogni genere.
I moscoviti, fin dal periodo
antecedente la rivoluzione, amavano le lavanderie cinesi. I cinesi vivevano in
piccole colonie, parlavano male russo, sostituendo le parole con inchini e
sorrisi. Molti erano sposati con donne russe. I cinesi consegnavano a domicilio
dei clienti la biancheria lavata e stirata.
Nel 1937 queste lavanderie,
quali imprese private, furono abolite e a Butovo furono fucilati più di 50 cinesi
proprietari di lavanderia.
La maggior parte dei fucilati a Butovo consiste
di prigionieri del Dmitlag NKVD - più di 1550 " kanalarmeyz", che lavoravano
nel " cantiere del secolo " alla costruzione del canale Mosca- Volga. Dmitlag,
che si può paragonare, come estensione, ad uno stato europeo medio, era in
effetti una nazione nel mondo del GULAG. Prigionieri di Dmitlag erano ingenieri
di primordine, scienziati di fama mondiale ed artisti. Ma la maggior parte
della gente del Dmitlag consisteva in persone condannate in base ad articoli
penali e venivano usati nei lavori più duri, dove non era richiesta alcuna
particolare qualifica.
Oltre alle persone elencate,
più di ¼ di tutti i fucilati a Butovo (e precisamente 5595) sono stati
riabilitati postumamente, vi sono dei condannati per veri crimini o vari
articoli di Codice Penale della
Federazione Russa, i quali in base alle nostre leggi, non possono essere
riabilitati. Fanno parte del numero
delle pratiche che non sono soggette a riabilitazione i fascicoli personali di coloro
che sono già giustificati da inesistenza
di " reato " o"fatto criminoso".
Rimane un quesito quasi irrisolvibile: il motivo della condanna in base all'art. 58 " politico" è corrispondente alla realtà dei
fatti o, viceversa, il condannato è
comparso (in giudizio) sopratutto in base ad un articolo penale come vero
delinquente?
Nei fascicoli processuali si
nota che, al recidivo che terrorizzava i prigionieri in cella o nel lagher,
veniva aggiunta l'agitazione antisovietica, per sbarazzarsi del persistente
disturbatore del regime. L'accusa di azione controrivoluzionaria poteva essere
avanzata nei confronti di un qualunque rissoso o contadino, che aveva
incendiato il fienile del capo del Kolkos, oppure nei confronti del ragazzo che
si era fatto il tattoo con il ritratto di Stalin " su parti del corpo non
adatte".
Ricevevano, alle volte, il politico " art.
58 " , i frequentatori abituali dei vitresvitel (" in apparenza ubriaco diceva parolacce
all'indirizzo del capo ") o i clienti di birreria (in compagnia di compagni di bevute "
esprimeva voglie di sabotaggio terroristico ").
Questi ed altri simili a loro, accusati in base all'art. 58, sono stati
riabilitati negli anni 1989-inizio 1990 in quanto soppressi senza motivo.
Viceversa, gli accusati come "socialmente
pericolosi", oppure gli elementi " socialmente nocivi ", la gente " senza
precisa occupazione " e " senza abitazione precisa ", i condannati a morte per
povertà, vagabondaggio, e,
perlopiù, per violazione del regolamento
dei passaporti , non possono essere soggetti a riabilitazione. Ma proprio
loro in gran parte furono le vittime della politica dei bolscevichi e della
crisi del paese dopo la rivoluzione.
Sono
stati sicuramente messi nell'elenco delle persone non riabilitate i veri delinquenti: ladri "qualificati",
assassini presi sul luogo del delitto oppure trovati dopo una difficile
ricerca. Il passato criminale di alcuni fa venire in mente un romanzo giallo:
15-20 cause in età adolescenziale, 10-15
evasioni con taglio delle sbarre, scavi di gallerie, travestimenti in guardia
carceraria e altri.
Ma "eroi" di questo tipo sono pochissimi.
La maggior parte dei delinquenti erano accusati e fucilati per furti di piccola
entità, spesso non proporzionati alla punizione. Si trovano cause relative al
furto di galosce, di un pao di filoni di pane, biciclette, fisarmonica, 20
sacchi vuoti, 5 pezzi di sapone. Succedeva anche che liti con i vicini nei "
kommunalnie kvartiri " , su denuncia di una parte, finivano in fucilazione al
poligono di Butovo. Ci sono condanne a morte per speculazione. Ad esempio fu
condannato un contadino, non del luogo, che vendeva le mele del proprio
frutteto sul piazzale della stazione. Pure le prostitute e gli indovini
condivisero il destino dei ladri, dei falsari, degli speculatori e affaristi.
Lo stesso successe agli zingari e assiriani, che facevano i lustrascarpe,
discendenti degli antichi Assiri.
Non
vi è alcuna certezza che potremo conoscere tutti i nomi dei fucilati a Butovo
anche nel periodo dal 8/8/1937 al 19/10/1938, per non parlare degli anni
precedenti e seguenti. Però si può dire, responsabilmente, che per certi nomi,
che non conosceremo mai, è stato fatto di tutto perchè rimangano sconosciuti.
Ad esempio, in un documento, scoperto per caso negli archivi del UFSB (organo della sicurezza statale, ex KGB)
di S. Pietroburgo, si ordina "...ai capi
di АПЗ, ОДПЗ, e ai capi della prigione di distruggere solo
personalmente tutte le tracce di permanenza del tal prigioniero nei posti
di prigionia e distruggere fascicoli, cartelle e notazioni negli elenchi etc."
Nota I
ricercatori hanno molti dubbi riguardo al numero giornaliero dei fucilati.
E'possibile che, come a Leningrado, dove si è trovata conferma tramite documenti
(secondo il libro " Martirologio di Leningrado" di А.Ya. Razumov) , la gente che veniva fucilata in più giorni, veniva annotata
come fucilata in un giorno solo.
vitresvitel (luogo dove venivano messi gli ubriachi raccolti
per strada. ndr)
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