Слово пастыря

Слово Святейшего Патриарха Кирилла после Литургии на Бутовском полигоне

past13 мая 2017 года, в праздник Собора новомучеников, в Бутове пострадавших, Святейший Патриарх Московский и всея Руси Кирилл совершил Божественную литургию под открытым небом на Бутовском полигоне. По окончании богослужения Предстоятель Русской Православной Церкви обратился к верующим с проповедью.

Во имя Отца и Сына и Святаго Духа!


Подробнее...

Календарь

Поиск по сайту



1937 IL POLIGONO

2007 di BUTOVO

IL GOLGOTA LA CHIESA

RUSSO DEI NUOVI MARTIRI E

CONFESSORI

RUSSI

Sulla superstrada " Staro-Varshavskoye ", al confine tra Mosca e regione di Mosca, c'è un'uscita dalla strada principale. La biforcazione delle strade, in questo luogo, è indicata con una "Krest-golubez" (croce-colomba). Vicino ad essa cresce una vecchia quercia, patriarca dei boschi del luogo, la cui età, a detta degli specialisti, non è inferiore a 300 anni. Forse questo è l'unico testimone vivente degli eventi di cui si parla più avanti.

La strada passa sul margine di un querceto. Questa oasi, silenzioso angoletto dei dintorni di Mosca, è situata accanto ai quartieri residenziali di Yuzhnoe Butovo; sembra destinato, dalla natura stessa, a passeggiate solitarie e meditazioni.

Ma ecco che gli alberi si diradano e il bosco finisce; in lontananza c'è un'alta palizzata di legno con del filo spinato steso sopra di essa. Un tempo qui c'era un impianto segreto del NKVD (comissione degli affari interni), c'era una sbarra, accanto sentinelle, e si entrava solo con permesso. Ora....

Si sente un tintinnio che invita i religiosi alla preghiera, canti lontani di un coro di chiesa. La pace e il silenzio di questi luoghi penetrano nell'animo in modo stupendo; calmano, riscaldano, elevano. Proseguiamo. La strada porta a un tempio particolare, dedicato ai nuovi Santi martiri e confessori Russi in Butovo.

Butovo- così si chiamava il piccolo villaggio che si trovava da qualche parte a sud di Mosca a 18 verste (18 km circa) del vecchio tratto di Varshavsky.

Il nome Butovo deriva dalla parola "but" (pietra), che è il nome di un piccolo sasso da costruzione, che, secondo i documenti d'archivio del XVII sec, sin dai tempi antichi si ricavava da questo posto. I costruttori, e coloro che procuravano la pietra nelle cave dei posti, probabilmente, fondarono, lungo la strada per Serpukhov, questo piccolo villaggio. Alla fine del

XVII sec. in Butovo c'erano in tutto tre case.

Il treno a vapore da Mosca alla " mezza stazione di Butovo " viaggiava per circa un'ora e mezza. Nei suoi dintorni, tra la fine del XIX sec. e l'inizio del XX secolo, si trovavano nomi di famosi personaggi: il duca P.D. Volkonsky, il conte C.D. Sheremetev, il figlio della protettrice e amico di P.I. Chaikovsky, cioè N.K. von Mekk, il titolare delle farmacie V.K. Ferrein, A.M. Katkov ed il fabbricante dei migliori formaggi russi, N.I. Blandov.

In seguito iniziarono a chiamare Butov anche il vecchio signorile Drozhino, che si trova abbastanza vicino, sul cui territorio, nel cuore del XX sec. si installò l'impianto speciale NKVD " Butovsky poligono".

Il primo proprietario della tenuta , dando il proprio nome a questa terra, o meglio, il casato , fu Andrei Drozhin, all'inizio del XVI sec. assieme ad Andrei Vyazemsky e Mikhail Glinsky, passati al servizio del grande principe moscovita Vassili III della casa reale Polacco-Lettone.

Poi, quando sull'alta riva sinistra del fiume Izvodnya (o Gvozdnya, e ora Gvozdyanka), eressero la chiesa in onore ai santi Cosma e Damiano, il villaggio iniziò ad essere chiamato "Cosmadamianskoye, e anche Drozhino".

Sotto il regno di Ivan il Terribile, il padrone qui fu il boiardo Fiodor Mikhailovich Drozhin, prima vittima nella storia di questo luogo. Nel 1568 lo giustiziarono gli opritchniki.

Con l'arrivo della Rivolta, Cosmadamianskoye fu completamente distrutto.Trascorso poco più di un secolo dalla morte di Fiodor Mikhailovich, non esiste già più né villaggio né chiesa. Nei libri del guardiano delle chiese del distretto di Mosca, dopo il 1688 si trova soltanto " terra incolta di proprietà della chiesa" e neppure si sa " quando e per quale motivo fu distrutta la chiesa in onore di Cosma e Damiano"

(documenti del collegio Votchinnaya in Mosca)

Foto pag.2 - carta della proprietà " Cosmaedamianskoye, Drozhino" 1773-1774

I giorni dell'uomo sono come l'erba; come fiore nel campo, così egli fiorisce. Su di esso passa il vento e nulla rimane, ed il suo luogo già più non lo riconosce. (Salmo 102, 15-16)

- argine sul fiume Gvozdianka – dietro l'attuale Drozhino.

Esiste una leggenda, tramandata da generazione in generazione fra gli abitanti: la chiesa, situata dietro al villaggio, era sprofondata sottoterra e " fino alla guerra Patria era possibile vedere in quel posto un avallamento abbastanza vasto. Ora là c'è un campo, tutto è spianato. "L'abitante del luogo e poeta rurale V. Yermolov interpreta questa leggenda con alcune particolarità del terreno.

Chi non ha posseduto questa terra nel corso del secolo passato! Tra famosi casati si può fare il nome dei duchi Shakhovsky (seconda metà del secolo XVIII) e del georgiano zarevich Bargat Georgievich, figlio dell'ultimo zar Georgiano Georgi VIII (1789-inizio dei primi anni del XIX sec).

Nel 1890 la tenuta passò alla prima associazione di mercanti e successivamente al cittadino onorario Nikolai Makarovich Soloviov, che qui istituì, nel giro di un anno, un allevamento di cavalli di razza. Il nuovo allevatore selezionava soprattutto cavalli da trotto, di razza orlov, che si distinguono per l'elegante aspetto, per l'andatura veloce e sono l'ideale per lo spostamento in carrozza (basilare mezzo di trasporto in quei tempi). Nella sua azienda c'erano pure dei cavalli che Nikolai Makarovich allevava per le gare negli ippodromi. Già nel 1893 era membro effettivo della premiata associazione moscovita degli allevatori di cavalli dell'Imperatore. La sua foto si è trovata nell'album pubblicato per la celebrazione del 75° anno dell'associazione.

Dal 1894 diventò membro anche dell'analoga associazione di S. Pietroburgo. Su particolari almanacchi, dove vengono tenuti i resoconti dei premi vinti, il nome N.M. Soloviov si trova scritto costantemente al centro di un ampio elenco, a motivo delle numerose vittorie.

Dalla fine del 1911, nuovo gestore dell'allevamento di cavalli è un rappresentante della famosa stirpe dei mercanti-industriali Ivan Ivanovich Zimin. Nell'agosto del 1915 la figlia di Nikolai Makarovich, dopo la morte della madre, vende a Ziminy la tenuta stessa con tutti i debiti e crediti.

Gli Ziminy provenivano da contadini, servi della gleba dei possidenti Riumini, dal villaggio di Zuev, distretto Bogorodsky, nella provincia di Mosca. Il bisnonno di Ivan Ivanovich, Semion Grigorievich, aveva un'attività familiare tessile, in casa. Suo figlio Nikolai Semionovich riuscì a riscattarsi dal nobile, e accumulò un capitale.

Nel 1864 costruì nel villaggio natio la prima fabbrica di filatura-tessitura. Il figlio di Nikolai Semionovich, Ivan Nikitich, ancora vivo il padre e con non poca soddisfazione di lui, nel 1884 fondò la "Società Zuevskaya manifattura I.N. Zimin". Ricostruì la vecchia fabbrica e, a 12 km. dalla città, nel villaggio di Drezna, edificò una nuova fabbrica, attorno alla quale fondò una intera cittadina–fabbrica con case modello per i lavoratori e impiegati, con ospedali, ospizi, asilo, negozi, mense ed altri servizi. In segno di stima verso il genitore, Ivan Nikitich progettò la fabbrica in forma delle lettere "НЗ" (Nikita Zimin). Dopo di lui, si mise alla testa degli affari suo figlio più vecchio Leonty Ivanovich (1849-1913). Suo fratello Grigori Ivanovich e la moglie Ludmila Vikolovna (nata Morozova) costruirono in Mosca un tempio dei vecchi credenti, nel vicolo Tokmakov, presso la stazione

Kurskaya.

Gli Zimin erano dei "vecchi credenti".

Veniva mantenuta, quasi unicamente a loro spese, una chiesa dei vecchi credenti nel cimitero Preobrazhenskoye in Mosca. Là infatti si trovava la necropoli degli Zimin, due grandi zone.

Dopo la morte di Leonty Ivanovich, a capo della "Società Zimin" fu Ivan Ivanovich, nuovo proprietario dell'allevamento dei cavalli dei Soloviov. Il quarto dei fratelli Zimin, Sergei Ivanovich, proseguendo la tradizione di attività filantropica dei mercanti russi, diventò titolare ed imprenditore di un teatro operistico privato in Mosca. I fratelli non si rassegnarono subito ad un simile uso dei capitali e infatti stavano per mettere la tutela sul famigliare amante della musica. Soltanto la madre sostenne il figlio nella sua passione per il teatro (Edvokia Savvateevna Zimina, 1845-1926, era un membro della famiglia molto rispettato ed, inoltre, era entrato nel Consiglio dei direttori della "Società dei Ziminy").

Foto pag. 3 – Poligono di Butovo. Primavera 2002

Foto pag 4 – S.I. Druziakina

-Ivan Leontievich Zimin

- Ufficio della tenuta degli Zimin (1913). Successivamente ufficio del comando militare NKVD (foto del 1997)

Ora non ci si può immaginare la vita culturale di Mosca senza il teatro privato Zimin.

Tutti gli Zimin costituirono una dinastia di onorevoli cittadini e, per uno di essi, decorato per l'eroica partecipazione alla prima guerra mondiale con la croce Giorgiana di IV grado, fu richiesto anche il titolo nobiliare. Diventò nobile Ivan Leontievich Zimin, ultimo gestore dell'allevamento dei cavalli ed effettivo padrone di Butovo .Per un periodo di tempo lavorò al teatro, presso l'altro suo zio S.I. Zimin, in qualità di amministratore. Qui fece conoscenza con la sua seconda moglie, la famosa cantante d'opera Sofia Ivanovna Druziakina (nata Mentsel). Entrambi, con i tre figli adottivi, traslocarono presto a Butovo.

Secondo l'opinione dei contemporanei, la cantante Sofia I. Druziakina " possedeva un eccezionale talento musicale e drammatico ". La sua voce da soprano lirico-drammatico, di bel timbro ed ampio diapason, aveva risuonato sulle scene dei migliori teatri d'opera di Kiev, Khar'kov, Mosca e S Pietroburgo.

Più d'una volta aveva cantato con F.I Shaliapin,. Furono suoi partners anche N. Figner e M. Batistini, M. Galvani e altre celebrità che giravano la Russia in tournee. La migliore interpretazione, secondo i Moscoviti, fu la parte di Tatiana nell'opera di P.I. Chaikovsky " Eugenij Onegin". Cantò anche nel teatro S.I. Zimin.

Tutto nella tenuta, ai tempi di Ivan Leontievich, parlava del suo amore per i cavalli. Nel suo studio erano appesi quadri e disegni con immagini di cavalli; tali soggetti si trovavano anche nelle stoviglie da tavola. Perfino il set da inchiostro sul tavolo di lavoro di Ivan Leontievich era dedicato ai suoi amati: i coperchi dei calamai, che si aprivano all'indietro, erano fatti a forma di testa di cavallo. Davanti alle porte della scuderia, in mezzo ad una aiuola, era istallato un monumento: su un alto piedestallo splendeva una testa di cavallo, fusa in ghisa. Aveva ottenuto tale omaggio il cavallo baio meticcio, di nome Antony, più volte vincitore di gare in Mosca e S. Pietroburgo, e più tardi stallone-fattore. Suo genitore, Alvin giovane, proveniva dall'allevamento Yelansky (governatorato di Saratov) e i suoi figli (Bris, Abrek, Air, Alimant, Artist, Ratmira) e nipoti (Step Shirokaia, Letuchy Gollandez, etc.) più d'una volta trionfarono nelle gare. Nel 1922 Bris' vinse il primo premio del Derby, e nel 1939 tale premio lo conquistò il nipote di Antony, Letuchy Gollandez.

La rivoluzione del 1917 non si ripercosse subito sulla vita degli abitanti di Butovo. Solo nel 1918 la proprietà di Ivan Ivanovich Zimin, come tutte le proprietà private nella regione, fu nazionalizzata. A Ivan Leontievich, non avendo mai avuto proprietà privata, ma essendone solo gestore per conto di suo zio, gli fu permesso di restare a capo, come antecedentemente, dell'allevamento dei cavalli. Nei primi anni di potere sovietico, tutto proseguì come prima. L'allevamento " Ziminskoye", rinominato nel 1924 in Allevamento L.B. Kamenev e poi in 3° allevamento statale Moscovita, era tra i migliori 10 della nazione.

Ma vicino agli anni 30 molto stava per cambiare, la confisca dei kulaki (ricchi contadini) divenne un fenomeno generale. Arrivò il momento anche per Ivan Leontievich. Lo accusarono del fatto che " egli non si era ancora perfettamente stabilizzato sulle posizioni della dirigenza socialista". Fu fissata una verifica, trovati grandi violazioni nei rendiconti. Tolsero Zimin da responsabile del lavoro e lo trasferirono ad un comune lavoro d'ufficio nel MOSO (Affari agrari Moscoviti.). Lo sfrattarono da Butovo e la casa in cui viveva fu sottoposta ad una tardiva "nazionalizzazione" ed "esproprio".

L'allevamento, dopo il licenziamento di Ivan Leontievich, fu liquidato. Trasferirono un po' di cavalli all'allevamento n° 1 di Mosca, nel villaggio Uspenskoye, sotto Zvenigorod; i discendenti del famoso Antony tornarono all'allevamento Yelansky. Sul territorio dell'allevamento di cavalli di Butovo allestirono un cosiddetto "trendepo", per l'addestramento dei cavalli " da riparare " per le unità di cavalleria dell'Armata Rossa e addestramento per i soldati dell'Armata Rossa.

Negli archivi, per ora, non sono stati trovati documenti che precisino esattamente quando il terreno di Butovo è passato sotto

il possesso del OGPU (gestione politica del potere statale presso NKVD). Forse ciò avvenne fin dai primi giorni dell'esistenza del potere sovietico o forse dall'inizio degli anni '30. Di tanto in tanto arrivava da Mosca un incaricato e prendeva i cavalli che gli piacevano. Inoltre, su richiesta delle autorità locali, utilizzavano i cavalli di buona razza dell'allevamento per scopi di trasporto. I vecchi abitanti raccontavano che nelle ex scuderie c'era il cavallo di S.M. Budionny, che, nel periodo della guerra civile portò fuori dalla battaglia il suo cavalcatore, ma era ferito e zoppicava molto. Su richiesta di Budionny inviarono qui il benemerito cavallo in onorevole mantenimento invece del solito macello, come in simili casi.

Foto pag. 5 – tramonto sulla tenuta degli Ziminy

I.L. Zimin e S.I. Druziakina con i figli. Da sinistra a destra: Alexei, Igor e la piccola Liuba

Foto pag. 6 - Mappa dei dintorni di Drozhino nel 1931

Il 12 marzo 1935 Ivan Leontievich morì a Mosca tra le braccia di una figlia.

A Butovo, nel frattempo, si erano verificati seri cambiamenti. Avevano liquidato l'equipaggiamento nella azienda statale "trendepo"e allontanato i 140 lavoratori addetti alla struttura.

Questo luogo era poi passato al dicastero della sicurezza interna, con l'eremitaggio di Yekaterinburg e l'enorme azienda di stato "Kommunarka".

Presto le strade e i sentieri sui quali gli abitanti del luogo, sin dalla giovinezza, andavano in cerca di funghi e bacche, furono sbarrati con filo spinato. Sorsero due punti con sbarre e sentinelle accanto: uno all'entrata dalla strada Staro-Varshavskoye, nella regione del villaggio di Gorodiaichi, l'altro nel profondo del bosco, difronte all'edificio in legno del precedente ufficio dei Ziminy e che diventa ufficio del comando militare NKVD. Col tempo si aggiunse ancora un punto - dal lato del villaggio di Bobrovo.

Gli abitanti appresero che nel territorio recintato, della misura di circa 2 km quadrati, sarebbe stato costruito un poligono di tiro. Se è poligono, poligono sia! Nessuno si meravigliò. Ma ora noi sappiamo che stavano preparando la gente del luogo al fatto che vicino a loro ci sarebbero state esecuzioni di massa. Probabilmente, all'inizio effettivamente vennero qui eseguite delle esercitazioni di tiro, per questo vennero portate qui delle piccole unità di NKVD.

E può essere che ciò fossero già le prime isolate fucilazioni degli anni 1935-1936. Gli stessi appartenenti al servizio di sicurezza dicono che nessuna vera esercitazione di tiro e nessuna esercitazione di arma da fuoco, documentata, fu mai organizzata nel poligono. E neppure vi furono in quel luogo reparti dell'esercito o caserme, necessari in simili situazioni. Tuttavia il territorio fu messo sotto custodia e, all'infuori dei componenti del NKVD, nessuno ci poteva andare.

NOTE

1 Ivan Ivanovich Zimin raramente compariva nella sua proprietà di Butovo, perciò gli abitanti del luogo consideravano come proprietario Ivan Leontievich, che, senza interruzione , visse qui per più di 20 anni, e che si assentava per andare a Mosca soltanto per gli affari dell'ufficio.

2 Incrocio di razza orliev con americano

Foto pag. 7 - Territorio dell'ex impianto NKVD " Poligono di Butovo"

- Recinzione dell'ex impianto NKVD " Poligono di Butovo"

Le straordinarie fucilazioni su vasta scala del 1937-1938 furono, come si sa, la conseguenza delle decisione del Politburo ВКП(6) (partito comunista) del 2 luglio 1937 relative alla realizzazione di una operazione, su vasta scala, di repressione di interi gruppi di popolazione. In esecuzione di questa deliberazione uscì il "famoso" decreto operativo N° 00447 del 30 luglio 1937 a firma di Ezhov sul " modo di punizione degli ex- kulaki (ricchi contadini), criminali ed altri elementi antisovietici". Sotto la dicitura " altri elementi antisovietici" si intendeva: " membri di partiti antisovietici, ex-bianchi, gendarmi, ufficiali dello Zar , repressori, banditi, collaboratori di banditi, re-emigranti" e anche " settari attivisti, ecclesiastici e altri che si trovano in galera, nei lager, nei centri di lavoro e colonie".

Gli "Elementi Antisovietici" si dividevano in due categorie. Alla prima appartenevano " tutti i più ostili fra gli elencati elementi", passibili " di immediato arresto e, in base all'esame delle loro pratiche da una "troika", - di FUCILAZIONE". Alla seconda categoria erano attribuiti " i meno attivi, ma comunque elementi ostili ". Per essi c'era l'arresto e l'internamento nei lager per un periodo da 8 a 10 anni. Secondo i dati presentati ai responsabili dai capi dei territori e province del comando NKVD, il piano fu ridotto, da parte del Centro, a due categorie di gente da reprimere. Per Mosca e regione di Mosca, il piano iniziale comprendeva 5000 persone della prima categoria e 30000 della seconda. " Se durante questa operazione saranno fucilate un migliaio di persone di troppo, nessun problema " – scriveva Ezhov nei chiarimenti al decreto.

Fu proposto di realizzare tutta l'operazione di repressione, su vasta scala, in quattro mesi (poi si prolungò ancora per un paio di volte).

Relativamente al modo in cui realizzavano le esecuzioni, nel poligono di Butovo, lo ha raccontato, agli inizi degli anni '90, il capitano A.B. Sadovsky, sostituto temporaneo del comandante AKHO (reparto amministrativo) della direzione moscovita del NKVD. Egli era il responsabile per il territorio di Mosca e regione Moscovita e, inoltre, dal gennaio all'ottobre del 1937, per il Poligono di Butovo, dell'esecuzione delle sentenze.

Gli automezzi, sui quali venivano messe fino ad una cinquantina di persone, arrivavano al Poligono, dal lato del bosco, verso la 1 o le 2 di notte. A quei tempi non c'era la recinzione in legno. La zona era recintata con filo spinato. Nel luogo dove si fermavano le macchine si trovavano una torretta per la sicurezza e fari fissati agli alberi. Non lontano si vedevano due edifici: una casa in sassi, non grande, ed una lunga baracca di legno, della lunghezza di circa 80 metri. Conducevano le persone nella baracca per il cosiddetto "trattamento sanitario". Rendevano nota la sentenza e verificavano i dati solo al momento della fucilazione. Questa procedura andava avanti, a volte, per lo scorrere di molte ore.

Gli esecutori delle sentenze, nel frattempo, si trovavano completamente isolati nella casa di sassi, che si trovava non lontano.

Portavano fuori i condannati, dal locale della baracca, uno alla volta. In quel momento apparivano gli esecutori che li prendevano in consegna e li conducevano – ognuno la propria vittima – nella profondità del poligono, in direzione della fossa. Li fucilavano sull'orlo della fossa, alla nuca, quasi a bruciapelo. Gettavano giù nella fossa i corpi dei giustiziati, coprendo con questi il fondo di una profonda trincea. Dei collaboratori NKVD, volutamente addestrati allo scopo, si occupavano della "pulizia" dei corpi.

Raramente venivano fucilate meno di 100 persone al giorno. E' accaduto che fossero sia 300 che 400 e oltre 500. Per esempio, l'8 dicembre 1937 furono fucilate 474 persone ed il 17 e il 28 febbraio 1938 rispettivamente 504 e 562 persone (3). Gli esecutori si servivano di armi personali, più spesso ricevute nella guerra civile; di solito era una pistola di concezione "nagan", che reputavano le più precise, maneggevoli e senza guasti. Dovevano presenziare alle fucilazioni anche il medico e il procuratore, ma, come sappiamo dalla testimonianza degli stessi esecutori, non sempre (questa disposizione) veniva rispettata.

Nei giorni delle fucilazioni veniva messo, davanti a tutti gli esecutori e agli uomini della sicurezza, un secchio di vodka, dal quale era possibile bere a volontà. (Già, e come eseguire un simile lavoro se non storditi dall'alcol?). In un lato c'era anche un secchio con dell'acqua di colonia.

Foto pag. 8 – V.F. Giunkovsky, governatore generale di Mosca, compagno del ministro degli afgfari interni e capo del corpo di polizia.

" Sento molti digrignare i denti; ovunque terrore, quando si uniscono contro di me, progettano di sopprimere la mia anima". Salmo 30,14

" Sono insorti contro di me falsi testimoni: non so nulla di ciò che mi chiedono" . Salmo 34,11

- N.N. Danilevsky

Foto pag. 9 – Il pilota L.K. Vologodtsev

- Il pilota O.S. Bilchenko

Al termine delle fucilazioni si davano una lavatina con l'acqua di colonia poiché si sentiva lontano un chilometro provenire dagli esecutori odore di sangue e polvere da sparo. Per dichiarazione degli stessi, "pure i cani si scansavano da loro".

Poi gli esecutori andavano al comando, dove riempivano a mano le carte relative all'esecuzione e le sottoscrivevano; eseguite le formalità necessarie, veniva loro dato il pranzo, dopo

di che, di solito ubriachi fradici, venivano portati a Mosca. Verso sera, nel luogo della fucilazione, appariva una persona del luogo; accendeva il buldozer, che si trovava al poligono appositamente a questo scopo, e versava uno strato fine di terra sui morti. Il giorno dopo tutto ricominciava da capo.

Fino all'agosto del 1937 i fucilati venivano seppelliti in fosse non grandi e separate, le cui tracce si possono rinvenire nel territorio del poligono di Butovo e dintorni. Ma, dall'agosto del 1937, le fucilazioni in Butovo presero un aspetto massiccio, così che fu necessario cambiare la " tecnologia " di fucilazione e di seppellimento. A Butovo fu portato un potente escavatore tipo " Komsomolets", utilizzato per scavo dei canali. Con il suo aiuto scavavano in anticipo questi ampi fossati, lunghi un centinaio di metri, larghi da 3 a 5 e profondi 3 metri e mezzo.

C'erano in tutto 13 fosse di tal genere in Butovo; secondo i dati, lì sono stati seppellite 20760 persone. Innanzitutto fucilavano i " nazionalisti " per spionaggio, poi " gli ex (zaristi)" ed "ecclesiastici" per movimento antisovietico, in seguito gli invalidi, per il fatto che non si voleva mantenere nelle carceri o inviare nei lagher coloro che non erano in grado di lavorare.

Sorprendono i tempi in cui veniva eseguita tutta la procedura. Succedeva che, dal momento dell'arresto alla fucilazione, passavano soltanto due giorni (ci sono tre fascicoli relativi a questo modo di agire), oppure 5/6 giorni (16 fascicoli); oppure 7/8 giorni (118 fascicoli). La procedura relativa all'accusa di agitatore antiosovietico veniva svolta velocemente. Un pò più a lungo durava quella relativa all'accusa di azione terroristica (nazionalisti) " esecutori o sostenitori". Le procedure relative a "spionaggio" non erano brevi.

Cercavano gli " agenti ", controllavano " le parole d'ordine ", e " i luoghi di raduno".

Questi accusati venivano torturati per diversi mesi, talora anche per un anno.

La maggior parte dei fucilati (80-85%) non appartenevano al partito; circa la metà di essi avevano un basso livello di istruzione. In una parola, questa era gente lontana dalla politica.

Foto pag. 10 – ORDINE DI SERVIZIO

DEL COMMISSARIO DEL POPOLO DEGLI AFFARI INTERNI DELL'UNIONE SSR

N. 00447

Relativo all'operazione di repressione degli ex – kulaki, criminali e altri elementi antisovietici

30 luglio Mosca

<.....>

......ORDINO – DAL 5 AGOSTO DELL'ANNO 1937 IN TUTTE LE REPUBBLICHE, ZONE E REGIONI INIZI L'OPERAZIONE PER LA REPRESSIONE DEGLI EX-KULAKI, ELEMENTI ANTISOVIETICI ATTIVI E CRIMINALI.

<.....>

Per l'organizzazione e l'esecuzione dell'operazione ci si attenga alle seguenti:

II. PENE PER I COLPITI DALLA REPRESSIONE E QUANTITA' DI COLORO CHE SONO PASSIBILI DI REPRESSIONE

(Cfr. Tabella a pag. 11. Le presenti informazioni solo per la Federazione Russa. Informazioni relative ai punti 1-8, 14 non sono state ricevute dal FCB)

                                                Prima categoria         Seconda categoria                 Totale     

9.

Bashkirskaya ASSR

500

 

1500

 

2000

10.

Buryato-Mongolskaya ASSR

350

 

1500

 

1850

11.

Daghestanskaya ASSR

500

 

2500

 

3000

12

Karelskaya ASSR

300

 

700

 

1000

13.

Kabardino–Balkarskaya ASSR

300

 

700

 

1000

15

Komi ASSR

100

 

300

 

400

16.

Kalmitskaya ASSR

100

 

300

 

400

17

Mariyskaya ASSR

300

 

1500

 

1800

18.

Mordovskaya ASSR

300

 

1500

 

1800

19

Nemtsev Povolgiya ASSR

200

 

700

 

900

20.

Severo-Osetinskaya ASSR

200

 

500

 

700

21.

Tatarskaya ASSR

500

 

1500

 

2000

22.

Udmurskaya ASSR

200

 

500

 

700

23.

Checheno-Ingushskaya ASSR

500

 

1500

 

2000

24.

Chuvashskaya ASSR

300

 

1500

 

1800

25.

Azovo-Chernomorsky reg.

5000

 

8000

 

13000

26.

Dalne-Vostochny regione

2000

 

4000

 

6000

27.

Zapadno-Sibirsky regione

5000

 

12000

 

17000

28.

Krasnodarsky regione

750

 

2500

 

3250

29.

Orgionikizevsky regione

1000

 

4000

 

5000

30.

Vostochno-Sibirsky regione

1000

 

4000

 

5000

31.

Voronezhskaya regione

1000

 

3500

 

4500

32.

Gorkovskaya regione

1000

 

3500

 

4500

33.

Zapadnaya regione

1000

 

5000

 

6000

34.

Ivanovskaya regione

750

 

2000

 

2750

35.

Kalininskaya regione

1000

 

3000

 

4000

36.

Kurskaya regione

1000

 

3000

 

4000

37.

Kuibishevskaya regione

1000

 

4000

 

5000

38.

Kirovskaya regione

500

 

1500

 

2000

39.

Leningradskaya regione

4000

 

10000

 

14000

40.

Moscovskaya regione

5000

 

30000

 

35000

41.

Omskaya regione

1000

 

2500

 

3500

42.

Orenburgskaya regione

1500

 

3000

 

4500

43.

Saratovskaya regione

1000

 

2000

 

3000

44.

Stalingradskaya regione

1000

 

3000

 

4000

45.

Svedrlovskaya regione

4000

 

6000

 

10000

46.

Severnaya regione

750

 

2000

 

2750

47.

Chelyabinskaya regione

1500

 

4500

 

6000

48.

Yaroslavskaya regione

750*

 

1250

 

2000

 

*Nell'originale erroneamente c'è 7500.

Qui vennero fucilati sia ragazzini di 15-16 anni che anziani di 80 anni. Furono svuotati interi villaggi; a Butovo sono sepolti 10-30-40 persone provenienti da un solo villaggio.

Furono uccisi in maggior parte uomini: di essi infatti ne sono stati fucilati 19903 – donne 858.

Accusavano di " trozkismo " e azione terroristica e controrivoluzionaria – tanto in quel momento non conoscevano neppure tali parole - sia contadini istruiti che analfabeti, i quali mettevano, negli atti relativi agli interrogatori, la croce al posto della firma. Non capivano il motivo dell'arresto e dove venivano portati. Probabilmente qualcuno di loro moriva senza sapere cosa stesse succedendo.

I motivi dell'arresto e della fucilazione erano, qualche volta, semplicemente ridicoli.

La colpa di qualcuno, fucilato nel poligono, era stata quella di avere con sè la poesia di Yessenin, trascritta a mano, indirizzata contro il poeta "cortigiano" Demian Bedny ("agitazione antisovietica"); oppure il libro di S. Nilus " Sulla riva del fiume divino" ("nazionalismo, antisemitismo, oscurantismo ecclesiale"; oppure , non volesse Iddio, qualcuno ("..sostenitore della monarchia") teneva di nascosto il ritratto dell'ultimo Zar. Alcuni sono stati condotti a Butovo a causa di loro innocenti scherzi, che si erano permessi di fare, (talvolta anche sotto forma di poesia), nei confronti del celebre pilota d'aerei Vodopianov. Anche questo fatto non si perdonava, e non si sa perché. E' finito al poligono il linotipista della 1 tipografia Obraztsov, avendo fatto un grosso errore nel giornale " La verità del poligrafista". Invece di "sporco trotzkiska" aveva scritto " sporco sovietico". Egli e la donna che correggeva le bozze persero la vita per questo motivo.

 

 

 

A Butovo finì i suoi giorni un lavoratore di un comitato zonale che, in una manifestazione, molto eccitato, aveva urlato a tutta birra nel megafono " Viva Hitler" anziché " Viva Stalin". (Certamente fu portato dove doveva essere portato e, per quanto poi avesse cercato di giustificarsi, che ciò " è successo per caso", "non so come sia successo", nessuno gli credette). Qualcuno è finito nei fossati di Butovo perchè il proprio vicino o la moglie del vicino erano attirati dalla loro stanzetta (kommunalnaia). (I buoni appartamenti, dopo l'arresto dei loro abitanti, venivano intestati alla gente seria che, di prassi, erano degli impegati dell' NKVD. Si impadronivano però anche delle kommunalnie, e di questo vi sono numerosissimi esempi.)

Chi non c'è nelle fosse di Butovo......Poliziotti, insegnanti, medici, giuristi, pompieri, turisti ed anche impiegati del NKVD, piloti, militari, semplici delinquenti e, certamente, "ex nobili" ed ufficiali dello zar. Hanno perso la vita a Butovo anche musicisti-compositori, cantanti, pianisti, violinisti; ci sono artisti di teatro, di circo e c'è pure un cabarettista. Tra gli appartenenti all'arte ed alla cultura, il maggior numero è rappresentato da pittori, circa un centinaio. Tra i morti vi sono pittori di ogni tendenza: avanguardisti, realisti. Ci sono pittori di nature, grafici, scultori, miniaturisti, oggettisti, pittori di icone, stilisti, pittori su stoffe e decoratori di stoviglie.

Tra i pittori fucilati a Butovo ci sono quelli le cui opere d'arte costituiscono la gloria dell'arte russa contemporanea. Innanzitutto Alexandr Drevin, i cui lavori fortunosamente salvati dalla confisca, ora si trovano in esposizione permanente alla Galleria Tretiakovskaya e nelle migliori sale di esposizione mondiali.

Il destino delle opere di un altro bravo pittore, Roman Semashkevich, è tragico quanto il destino dell'autore stesso.

Circa 300 dei suoi quadri, preparati per una mostra personale, sono stati confiscati nel momento della perquisizione. Si trovano pure alla Tretiakovskaya poche opere salvate di Semashkevich e viaggiano per le mostre di tutto il mondo. E' molto famoso, nel mondo dei professionisti, il nome di Gustav Klutsis, pittore, designer e progettista, iniziatore della foto-manifesto sovietica.

Vladimir Timirev, di 23 anni, figlio del controammiraglio S.M. Timirev, figliastro di un altro ammiraglio ed ex "governatore della Russia" , A.V. Kolchak, occupa un posto particolare nell'elenco dei pittori morti. Della sua produzione sono rimasti solo dei meravigliosi acquarelli, pieni di luce ed ariosi, barche che navigano lentamente per mare, in un mondo di pace e vita gioiosa. Più di un centinaio di lavori di Timirev si trovano nei musei di Mosca, Penza, Nukus e altre città.

Il pittore ed iconografo Vladimir Alexeievich Komarovsky, conte di origine, era imparentato con molti cognomi nobili famosi. Ha dipinto alcune basiliche, ha creato belle icone che sorprendono per la potente forza religiosa, magnifiche nella loro semplicità. V.A. Komarovsky non era soltanto pittore ma anche teoretico dell'arte delle icone, fondatore della società e rivista "Icona Russa". Lo assillava l'idea di diffondere la maestria dell'arte russa antica e l'educazione al gusto nelle attività relative all'arredamento di icone delle chiese e " fascino della liturgia ecclesiale". Il pittore fu arrestato 5 volte. Alla fine, dopo il 5 arresto, fu condannato a morte. Fu fucilato a Butovo il 5/11/1937.

Primo aiutante di V.A. Komarovsky , in tutti i suoi lavori, era suo cugino e compagno il conte Yuri Alexandrovich Olsufiev

che tanto ha fatto per la scoperta e gloria dell'arte russa antica. Y.A. Olsufiev fu fucilato al poligono di Butovo il 14/03/1938.

A Butovo fu fucilato l'istruttore di alpinismo, capo della sezione di alpinismo presso VZSPS (Consiglio Centrale dei Sindacati), V.L. Semenovsky (famoso fra i geografi russi e stranieri, topografi e alpinisti: con il suo nome fu chiamata la bellissima cima nelle montagne di Tian-Shian). L'eroe della 1 guerra mondiale, ingeniere militare di primo rango, A.I Glantsberg che era stato uno dei primi organizzatori del servizio militare alpino, che ebbe una grande diffusione a metà degli anni '30. Anch'egli fu fucilato a Butovo. Quasi tutti gli alpinisti fucilati erano persone molto istruite, bravi specialisti nella loro occupazione primaria. Per esempio fu arrestato e fucilato a Butovo G.E. Gerngross, nobile da molte generazioni, figlio di un generale dello Zar e, primo nella nazione, studioso africanista ed alpinista di alta classe.

Foto pag. 14 – Dai lavori di A. Drevin

- P. Semashkevich – Autoritratto

Dai lavori di A. Drevin

Foto pag. 15 - P. Semashkevich . Paesaggio con albero

V. Timirev. Barchette - V. Timirev. Barchette a riva

A Butovo sono rimaste pure le ossa del bisnipote di Kutuzov e contemporanemente di un parente di Tukhachiov, del professore di canto ecclesiastico M.N. Khitrovo-Kramsky e della bisnipote di Saltikov-Shedrin, T.N. Gladirevskaya e infine di A.V Brezin, di nazionalità ceca, membro della spedizione di O.Schmidt. E' capitato tra noi, in un brutto momento, l'italiano di origine veneziana Antonino Bruno Segalino, che lavorava con il generale Nobile alla costruzione di un dirigibile (nel poligono sono seppelliti alcuni costruttori di dirigibili).

Qui furono fucilati 10 piloti. Tra di loro uno dei primi piloti russi ,

Nikolai Nikolaevich Danilevsky, ed altri fondatori dell'aviazione russa: i colonnelli L.K. Vologodtsev, P.I. Anikin-Obrezkov, ed il pilota navale della marina, che a quei tempi stava facendo i primi passi, O.S. Bilcenko.

Tra i fucilati a Butovo ci sono tante persone importanti del periodo precedente: il capo della Duma statale Fiodor Alexandrovich Golovin, il conte B.V. Rostopchin (che, prima dell'arresto, era professore a Litfond), il duca L.A. Shakhovsky, militare dell'armata zarista. Qui c'è anche il compagno del ministro degli Affari Interni ad interim nel 1917, D.M. Shepkin. Tra le donne possiamo vedere, negli elenchi, K.M. Koblinskaya, moglie del capo della sicurezza dello Zar e l'insegnante dei figli dello Zar in Tobolsk ed Yekaterinburg, N.V. Nikitina, nata contessa Votbolskaya.Tutti i sunnominati furono fucilati a Butovo nel dicembre del 1937.

Infine, troviamo negli elenchi delle vittime il nome del governatore di Mosca e compagno del ministro deli Affari Interni, capo del del corpo di polizia, Vladimir Fiodorovich Giunkovsky. Egli era uno fra i più nobili e notevoli personaggi in Mosca e S. Pietroburgo agli inizi del XX sec.

Fu fondatore e, dal 1905, presidente dell'associazione moscovita per il controllo della sobrietà popolare. Con il suo aiuto furono aperte a Mosca le prime cliniche per alcolizzati e luoghi di ritrovo per il tempo libero dei poveri: biblioteche, sale di lettura, edifici popolari dove venivano organizzati spettacoli di beneficenza, con la partecipazione dei migliori artisti di Mosca. Negli anni 1913-1914 V.F. Giunkovsky realizzò la riorganizzazione dei reparti della polizia. Egli tentò di liberarsi dai provocatori e della provocazione come tale, ritenendola immorale. Il cammino terreno di questa importantissima persona terminò nel poligono di Butovo il 26/02/1938.

Oltre ai gruppi citati di gente, a Butovo fuono fucilati tanti lavoratori del trasporto e commercio, direttori amministrativi di aziende, di piccole fabbriche, di consorzi etc.; agronomi, collaboratori scientifici, militari.

Nelle fosse di Butovo giacciono artigiani di talento, lavoratori di cooperative di ogni genere.

I moscoviti, fin dal periodo antecedente la rivoluzione, amavano le lavanderie cinesi. I cinesi vivevano in piccole colonie, parlavano male russo, sostituendo le parole con inchini e sorrisi. Molti erano sposati con donne russe. I cinesi consegnavano a domicilio dei clienti la biancheria lavata e stirata.

Nel 1937 queste lavanderie, quali imprese private, furono abolite e a Butovo furono fucilati più di 50 cinesi proprietari di lavanderia.

La maggior parte dei fucilati a Butovo consiste di prigionieri del Dmitlag NKVD – più di 1550 " kanalarmeyz", che lavoravano nel " cantiere del secolo " alla costruzione del canale Mosca- Volga. Dmitlag, che si può paragonare, come estensione, ad uno stato europeo medio, era in effetti una nazione nel mondo del GULAG. Prigionieri di Dmitlag erano ingenieri di primordine, scienziati di fama mondiale ed artisti. Ma la maggior parte della gente del Dmitlag consisteva in persone condannate in base ad articoli penali e venivano usati nei lavori più duri, dove non era richiesta alcuna particolare qualifica.

Oltre alle persone elencate, più di ¼ di tutti i fucilati a Butovo (e precisamente 5595) sono stati riabilitati postumamente, vi sono dei condannati per veri crimini o vari articoli di Codice Penale della Federazione Russa, i quali in base alle nostre leggi, non possono essere riabilitati. Fanno parte del numero delle pratiche che non sono soggette a riabilitazione i fascicoli personali di

coloro che sono già giustificati da inesistenza di " reato " o

"fatto criminoso".

Rimane un quesito quasi irrisolvibile: il motivo della condanna in base all'art. 58 " politico" è corrispondente alla realtà dei fatti o, viceversa, il condannato è comparso (in giudizio) sopratutto in base ad un articolo penale come vero delinquente?

Foto pag. 16 – V. Komarovsky. Giorgia. Studio

- Da lavori di V. Komarovsky

- V. Komarovski. Donna con libro

Pag. 17 - F.A. Golovin V. A. Komarovsky

. E.I. Martinov Tenente- generale dell'armata dello Zar

Nei fascicoli processuali si nota che, al recidivo che terrorizzava i prigionieri in cella o nel lagher, veniva aggiunta l'agitazione antisovietica, per sbarazzarsi del persistente disturbatore del regime. L'accusa di azione controrivoluzionaria poteva essere avanzata nei confronti di un qualunque rissoso o contadino, che aveva incendiato il fienile del capo del Kolkos, oppure nei confronti del ragazzo che si era fatto il tattoo con il ritratto di Stalin " su parti del corpo non adatte".

Ricevevano, alle volte, il politico " art. 58 " , i frequentatori abituali dei vitresvitel (" in apparenza ubriaco diceva parolacce all'indirizzo del capo ") o i clienti di birreria (in compagnia di compagni di bevute " esprimeva voglie di sabotaggio terroristico "). Questi ed altri simili a loro, accusati in base all'art. 58, sono stati riabilitati negli anni 1989-inizio 1990 in quanto soppressi senza motivo.

Viceversa, gli accusati come "socialmente pericolosi", oppure gli elementi " socialmente nocivi ", la gente " senza precisa occupazione " e " senza abitazione precisa ", i condannati a morte per povertà, vagabondaggio, e, perlopiù, per violazione del regolamento dei passaporti , non possono essere soggetti a riabilitazione. Ma proprio loro in gran parte furono le vittime della politica dei bolscevichi e della crisi del paese dopo la rivoluzione.

Sono stati sicuramente messi nell'elenco delle persone non riabilitate i veri delinquenti: ladri "qualificati", assassini presi sul luogo del delitto oppure trovati dopo una difficile ricerca. Il passato criminale di alcuni fa venire in mente un romanzo giallo:

15-20 cause in età adolescenziale, 10-15 evasioni con taglio delle sbarre, scavi di gallerie, travestimenti in guardia carceraria e altri.

Ma "eroi" di questo tipo sono pochissimi. La maggior parte dei delinquenti erano accusati e fucilati per furti di piccola entità, spesso non proporzionati alla punizione. Si trovano cause relative al furto di galosce, di un pao di filoni di pane, biciclette, fisarmonica, 20 sacchi vuoti, 5 pezzi di sapone. Succedeva anche che liti con i vicini nei " kommunalnie kvartiri " , su denuncia di una parte, finivano in fucilazione al poligono di Butovo. Ci sono condanne a morte per speculazione. Ad esempio fu condannato un contadino, non del luogo, che vendeva le mele del proprio frutteto sul piazzale della stazione. Pure le prostitute e gli indovini condivisero il destino dei ladri, dei falsari, degli speculatori e affaristi. Lo stesso successe agli zingari e assiriani, che facevano i lustrascarpe, discendenti degli antichi Assiri.

Non vi è alcuna certezza che potremo conoscere tutti i nomi dei fucilati a Butovo anche nel periodo dal 8/8/1937 al 19/10/1938, per non parlare degli anni precedenti e seguenti. Però si può dire, responsabilmente, che per certi nomi, che non conosceremo mai, è stato fatto di tutto perchè rimangano sconosciuti. Ad esempio, in un documento, scoperto per caso negli archivi del UFSB (organo della sicurezza statale, ex KGB) di S. Pietroburgo, si ordina "...ai capi di АПЗ, ОДПЗ, e ai capi della prigione di distruggere solo personalmente tutte le tracce di permanenza del tal prigioniero nei

posti di prigionia e distruggere fascicoli, cartelle e notazioni negli elenchi etc."

Nota I ricercatori hanno molti dubbi riguardo al numero giornaliero dei fucilati. E'possibile che, come a Leningrado, dove si è trovata conferma tramite documenti (secondo il libro " Martirologio di Leningrado" di А.Ya. Razumov) , la gente che veniva fucilata in più giorni, veniva annotata come fucilata in un giorno solo.

vitresvitel (luogo dove venivano messi gli ubriachi raccolti per strada. ndr)

Foto pag 18 - Da lavori di I. Timirev

- Uno dei fucilati nel poligono di Butovo

Foto pag. 19 - Fotografie da fascicoli d'inchiesta:

sinistra – R. Semashkevich. A destra: - V. Timirev

Sotto: a sinistra - uno dei lavori di V. Timirev. A destra – croce in memoria di tutti gli uccisi nel poligono di Butovo.

Un posto particolare tra le vittime è occupato dalle persone appartenenti alla Chiesa Ortodossa Russa , cioè preti e fedeli uccisi nel poligono di Butovo. Il fatto è che la quantità di fucilati per la Fede Ortodossa e Chiesa Cristiana a Butovo non ha paragone con altri posti di fucilazione di massa.

Qui, in quasi 15 mesi , furono fucilate 935 persone, la cui unica colpa era stata quella di esser dei credenti della Chiesa Ortodossa. " Chi scrive i vostri nomi! Chi racconta al modo tutte le vostre sofferenze!" , si canta durante la Messa ai nuovi Santi russi.

Le prime vittime della Chiesa a Butovo furono dei preti, fucilati il 20/08/1937. La maggior parte dei preti furono uccisi nell'autunno edl 1937 e nell'inverno 1937-1938. Nella festa dell'icona della Madre di Dio " Znamenie" del 21/10/1937 furono fucilati 48 ecclesiastici e fedeli: il 10 dicembre dello stesso anno morirono 49 preti, l'arcivescovo di Vladimir, santo Nikolai (Dobronrarov) e l'ultimo vicerettore dell'abbazia di Troitse Sergeiva Lavra, il santo Kronid (Lubimov). Il 17 febbraio 1938 furono fucilati 75 preti e monaci, il 14 marzo 40 etc..

Tra gli ecclesiastici che hanno sofferto per la Fede, a Butovo, ne troviamo 7 di alto grado: un metropolita, due arcivescovi e 4 vescovi. Con loro furono fucilati molti archimandriti, arcipreti, abati, preti celibi, monaci , salmodianti; qui sono stati fucilati

circa duecento laici: sagrestani, maestri di cappella, coristi, gente delle pulizie, sorveglianti. Tra i fucilati si trovano in maggioranza semplici parroci di Mosca e Regione di Mosca.

Foto : assemblea dei nuovi martiri di Butovo

Beati voi, quando vi insulteranno e perseguiteranno e in tutti i modi ingiustamente vi calunnieranno per causa mia; gioite e rallegratevi, poichè grande sarà la ricompensa nei cieli. Matteo. 5, 11-12

Santo Serafim (Chichagov)

E' probabile che non tutti i nomi dei martiri per la Fede siano stati scoperti. Non ogni volta veniva segnalato, nel fascicolo processuale, il motivo dell'arresto. Il luogo dell'ultimo arresto non sempre corrispondeva al luogo di residenza abituale dell'arrestato.

Chi veniva arrestato per la Fede era accusato in base all'art. 58 della Costituzione, generalmente in forza dei paragrafi 10 e 11, cioè ("...agitazione antisovietica" e " attività antirivoluzionaria"). Ma i motivi d'imputazione potevano essere i più diversi: " mantenimento della chiesa e introduzione di monachesimo clandestiino ", " mancanza di segnalazione " (ha conosciuto " un monaco fuggitivo" e non h fatto denuncia), " aiuto ad esiliato", " asilo ad ecclesiastici senza dimora ". Assai spesso gli inquirenti, non rilevando tutte le assurdità della situazione, scrivevano nella conclusione dell'accusa , all'indirizzo di qualche ecclesiastico: " faceva diffamazione, dicendo che le chiese venivano chiuse e i

preti venivano arrestati"....

Il vecchio vescovo titolare, che ha preso la corona di martire a Butovo, - il santo Serafim, metropolita di Leningrado (al secolo Leonid Mikhailovich Chichagov), era una persona di talento fenomenale e poliedrico, soldato coraggioso, scienziato, storico, ministro di culto, predicatore, scrittore, pittore e musicista. Oltre alle icone dipinte da lui stesso ha lasciato:

" Le cronache del monastero di Serafimo-Diveev ", l'opera fondamentale " Conversazioni mediche", " I diari musicali", basiliche e conventi da lui rinnovati. Sono: la chiesa sinodale dei Dodici Apostoli del Cremlino e la basilica di S. Nicola in Staro Vagankovo, i monasteri Spasso-Iefimiev di Suzdal e Novo-Ierusalimsky di Voskresensk. Ha dipinto perfino di propria mano la chiesa Nikolskaya. Prima di diventare prete e monaco, dal 1887 al 1888, egli era un attivo storiografo degli eventi della guerra russo-turca. Fu premiato con 14 medaglie e decorazioni, sia russe che straniere, per meriti civili e militari. Ha curato circa 20000 ammalati, con buoni risultati, utilizzando un proprio metodo di cura, a base di erbe curative, descritto da lui stesso nel libro " Conversazioni mediche". Nei suoi 40 anni di servizio, monsignor Serafim ha lavorato in molti luoghi della Russia: Mosca, Troitse-Sergieva Lavra, Suzdal, Novi Ierusalim, Sukhumi, Oriol, Kishiniov, Tver, Leningrado. In ogni luogo del suo servizio, in ogni diocesi a lui affidata, egli si era preoccupato di ricostruire basiliche e monasteri e far rinascere la vita spirituale del popolo.

Il monsignore aveva lottato coraggiosamente contro l'insurrezione rivoluzionaria, i settarismi, scissioni di ogni tipo; era per la pura ortodossia, organizzava attivamente la vita parrocchiale.

Oltre alle normali attività, si era occupato della glorificazione del

S. Serafim Sarovsky. L'ordine di padre Serafim, sulla necessità della sua glorificazione, era stato trasmesso a L.M. Chichagov tramite la beata Madonna di Diveev, che comunicava direttamente con il Santo quando era ancora vivo.

Foto: Santo Giona, vescovo di Nevelsky

Santo Dimitri, arcivescovo di Mozhaisky

Santo Kronid, archimandrita di Troitsky

La "Cronaca", composta da lui, aveva avuto particolare importanza per la glorificazione, dato che aveva mostrato a tutta la Russia la grandiosità dei molti talenti del venerabile.

Alla conclusione della "Cronaca" il suo autore ricevette la visita di ringraziamento di padre Serafim, il quale gli disse:

- " Chiedimi tutto quello che vuoi per il tuo lavoro".

- "Soltanto essere sempre vicino a lei! " rispose l'archimandrita Serafim

Più tardi prese parte alla seconda glorificazione della santa beata, grande duchessa, Anna Kashinskaya. L'11 dicembre del 1937 il metropolita Serafim venne fucilato nel poligono di Butovo e, il 23 febbraio del 1997, canonizzato, primo dei nove martiri di Butovo.

Il santo martire vescovo di Bezhetsky, Arcadi (Arcadi Iossifovich Ostalsky), era originario di Zhitomir. Durante la prima guerra mondiale aveva fatto servizio come cappellano militare e, dal 1917, parroco della basilica a Zhitomir. Nel 1922 fu arrestato e condannato alla fucilazione, ma la fucilazione fu cambiata in condanna a 10 anni di carcere; dopo una liberazione anticipata, divenne monaco. Dal 1926 fu arrestato diverse volte e messo in prigionia a Solovki. Dopo la liberazione, nella primavera del 1937, fu nominato vescovo di Bezhetsky, ma non riuscì a partire per il posto della destinazione. Visse illegalmente nelle città della regione di Mosca e nel 1937 fu arrestato.

Il vescovo Arcadi fu fucilato a Butovo il 29/12/1937. Nella sua vita ci sono momenti meravigliosi.

Prima di diventare monaco, padre Arcadi organizzò nella sua parrocchia la confraternita di S. Sviato-Nikolaievskoe, che dava una mano a tutti i bisognosi ed ammalati, seppelliva i morti senza parentado. Egli non soltanto incitava all'amore per la povertà e al sacrificio, ma lui stesso era esempio di sacrificio. Le persone a lui vicine, sapendolo bisognoso e senza mezzi, gli avevano cucito una pelliccia.

Egli la mise due volte, poi improvvisamente essa sparì. Era successo che egli l'aveva data ad una povera vedova, la quale aveva due figli ammalati di tubercolosi. Quando sua madre, Sofia Pavlovna, gli chiese dove fosse la pelliccia, egli rispose che era appesa all'altare. Però, pure in chiesa gli chiesero dove fosse la pelliccia, ed allora padre Arcadi fu costretto a rispondere, con imbarazzo: -" E' appesa dove è necessario".

Foto: Santo Serafim Klinsky

Santo Arkadi, vescovo Bezhetsky

Martire Natalia Skopinskaya

Un altro esempio. Un'altra volta uscì da Zhitomir con gli stivali, ma arrivò a Kiev in "lapti". Era capitato che, per strada, aveva incontrato un povero e si erano scambiate le scarpe. Un'altra volta padre Arcadi diede i pantaloni ad un bisognoso e rimase con la sola biancheria intima, e, per non farlo vedere , cucì la tunica sul davanti in modo che i lembi non si aprissero. Il padre non aveva alcun oggetto personale e niente di prezioso. Nella sua stanza non c'era quasi mobilia. Una volta, ricordandosi di un bisognoso, entrò nella stanza di sua madre e, guardando il tappeto appeso al muro chiese prudentemente: "- Questo tappeto è nostro?" "- Nostro, non tuo!", rispose Sofia Pavlovna, capendo che egli voleva darlo a qualche bisognoso.

Più tardi, in un interrogatorio del 1928, quando, durante un processo, gli chiesero la testimonianza su un prete di nome Alexandr, e il vescovo Arcadi rifiutò, l'impiegato del NKVD gli chiese :

" – Allora lei rifiuta di dire il cognome ...lei vuole nascondere una persona antisovietica? ".

A quello il monsignore, non per niente chiamato "Zlatoust" per le prediche ispirate e talento di parola, rispose, secondo le regole della retorica greca, : "- Non voglio palesare e non voglio nascondere. Lascio questa questione al tempo".

Si vorrebbe ricordare qualche nome dall'ambiente parrocchiale. I tre fratelli Agafonnikov – Nikolai, Alexandr e Vassili- erano i figli del prete della diocesi di Viatzk, Padre Vladimir Agafonnikov. I tre fratelli avevano cominciato il proprio servizio ecclesiastico nella loro patria, ma a causa delle continue perquisizioni ed arresti a cui erano sottoposti, dall'inizio del 1917 si erano trasferito nel circondario di Mosca, dove non erano conosciuti. Dalla fine del 1920 facevano servizio nelle parrocchie dei villaggi della regione di Podolsk e Mozhaisk. Nell'autunno del 1937 vennero arrestati tutti e tre e poco dopo sottosposti al martirio: Padre Alexandr fu fucilato il 14 ottobre, Padre Nikolai il 5 novembre e Padre Vasili il 9 dicembre (ora tutti e tre sono stati glorificati dalla Chiesa Ortodossa Russa). In base alle notizie scaturite dai fascicoli dei processi ai fucilati sorprende i fardelli e le afflizioni a cui erano sottoposti i preti dal potere senza Dio.

Foto Santo Dimitri Milovidov

Santo Giovanni Artobolevsky

Santo Nicola Agafonnikov

Martire Daria Zaitseva

Santo Ambrogio (Astakhov)

Ecco ad esempio il fascicolo delle accuse del vescovo di Nizhnetagilsk, il Santo Martire Nikita (al secolo Fiodor Petrovich Delektorsky). Nel 1926 fu arrestato due volte ed accusato di " dire Messa senza licenza ", " dire la messa di suffragio per la morte del Patriarca Tikhon".

Nel 1927 il vescovo Nikita faceva servizio nella città di Orekhovo- Zuievo ma, poco dopo, all'età di 51 anni venne messo a riposo. Da quel momento egli fu in miseria, non aveva né lavoro né un'abitazione stabile. Nel 1930 fu arrestato, per la terza volta, a Mosca, nell'appartamento " presso la cittadina Elisabetta ", che abitava in via Samotiok e dava alloggio a tutti i pellegrini e preti senza casa. Per decisione della "troika" presso OGPU, nella regione di Mosca, il vescovo Nikita fu condannato ai lavori forzati per un periodo di tre anni. Dal 1930 al 1933 scontò la pena nella costruzione di Dneproghes, dove lavorava come stalliere e guardiano. Dopo la liberazione e fino all'ultimo arresto, il monsignore, di tanto in tanto, diceva le Messe, di nascosto, nelle Basiliche di Orekhovo- Zuievo. Dal 1935 il vescovo Nikita era ricercato. Viveva mediante la raccolta di materie prime (ferro, carta, metalli), che raccoglieva dove gli capitava. Dal 1936 al 1937, nascondendo il suo titolo e nome, pernottava nelle caserme, dal poliziotto Krasnov, il quale aveva, inspiegabilmente, compassione del vecchio senza casa. Il poliziotto lo lasciava pernottare nelle caserme della Milizia e " qualche volta persino gli offriva il the".

Il 18 ottobre del 1937 il vescovo Nikita fu rintracciato ed arrestato per la quarta volta. Sul finestrino della chiesa del cimitero accanto a cui fu arrestato egli mise furtivamente il portafoglio con i documenti. Gli abitanti del luogo portarono detto portafoglio alla stazione della Milizia. Oltre ai documenti con il nome ed il titolo dell'arrestato, nel portafoglio vennero trovate otto obbligazioni, un ago, dei fili, forbici, una moneta d'oro da 5

rubli cucita in una stoffa: probabilmente tutto il suo avere. Venne trasferito a Mosca nella prigione Taganskaya. I testimoni del processo furono dei preti, uno di Oriekhovo-Zuievo e l'altro di Zagorsk. Caratterizzarono il vescovo Nikita come "monarchico e reazionario e diffamatore del Potere Sovietico". Nella requisitoria conclusiva del processo si diceva che " Delektorsky F. P. era un vescovo illegale e nomade, militante della "Chiesa Ortodossa Vera", faceva propaganda antisovietica, si occupava di attività controrivoluzionaria".(4)

Il 17 novembre del 1937 il vescovo Nikita fu condannato alla fucilazione dalla Troika presso UNKVD della regione di Mosca e, dopo due giorni, fucilato a Butovo. L'autorità considerava il vescovo Nikita così pericoloso che arrestarono pure il reggente della cattedrale di Orekhovo-Zuievo S.G. Andreev soltanto perchè, secondo le dicerie, "si teneva in contatto con il vescovo Delektorsky".

Foto S. Nicola Kandaurov

S. Nikita, vescovo di Nizhnetagilsk

S. Sergio Goloshakov

S.G Andreev fu condannato a morte e fucilato a Butovo il 27 settembre del 1937- quasi un mese prima dell'arresto del vescovo Nikita.

Nella notte tra il 19 ed il 20 novembre del 1937 a Zagorsk e nelle parrocchie dei villaggi dei dintorni furono arrestati, nello stesso momento, numerosi preti. In massima parte erano monaci della chiesa, chiusa, di Troez-Serghieva Lavra, la maggior parte dei quali erano già stati in esilio ed in prigionia. Tutti gli arrestati furono messi nel reparto regionale di NKVD, a Zagorsk. Con loro fu arrestato il titolare della chiesa di Lavra, l'archimandrita Kronid (Lubimov). Il 10 dicembre del 1937 fu martirizzato a Butovo. Con lui furono fucilati: il suo segretario, che si trovava con lui da più di 35 anni; il monaco Georgi (Potapov) con sette abitanti di Lavra antica. Ha condiviso il loro destino l'arciprete Dimitri Baianov – prefetto della regione di Zagorsk. Il giorno dopo, 11 dicembre, fu fucilato, con altri preti, Gedeon (Cherkalov). Il 10 dicembre – giorno della morte del S. Martire Kronid e delle vittime assieme a lui, è diventato il giorno della commemorazione per i monaci di Sergieva-Lavra, i quali, in questo giorno, visitano Butovo e officiano una messa funebre sul luogo del martirio.

I cosiddetti " fascicoli della Chiesa" hanno una particolarità: sono parole di Testimonianza di Fede. Certamente, la maggior parte degli inquisiti, riempiti di botte o ingannati dal giudice istruttore, alla fine si dichiaravano colpevoli di " agitazione antisovietica" e " attività controrivoluzionaria". Nelle questioni di fede, invece, gli ecclesiastici si dimostravano coraggiosi.

Nè torture, nè minacce di morte hanno potuto far rinnegare Dio ai credenti e denigrare la Chiesa.

Tante pagine dei fascicoli dei processi sono consacrate dalla luce del martirio. Non riescono ad oscurare questa luce le menzogne calunniose dei giudici istruttori nè lo sporco flusso delle false testimonianze. La maggior parte dei Cristiani, sulla questione del loro atteggiamento verso il potere sovietico, rispondono che esso " è stato mandato da Dio a causa dei peccati ", oppure, semplicemente, lo chiamano " anticristiano e diabolico ". Non solo i famosi archieriei ma anche i semplici preti dei villaggi dimostravano fermezza e coraggio. La monaca Elisaveta (Orlova) del monastero di Akatovsk diceva nell' interrogatorio: " ... in virtù delle mie convinzioni io, quale credente , provo odio verso il regime esistente e verso i comunisti come principali colpevoli della persecuzione della fede Cristiana Ortodossa.

Io ero e rimango convinta che il regime sovietico non è stabile e che questi tempi duri ci sono stati mandati da Dio per un breve periodo. Per questo io invoco i credenti a raccogliersi attorno alla Chiesa Ortodossa". (5) Madre Elisaveta fu fucilata nel poligono di Butovo il 17 febbraio del 1938.

Tra le monache c'erano tante analfabete ma vi erano pure delle persone istruite, come ad esempio l'ex contessa, e, al momento dell'arresto, monaca Sofia (Tuchkova).

Foto Matrona (Grosheva)

S. Vladimir Ambartsumov

S. Zosima Butovsky

L'istruttoria dal 1937 al 1938 accomuna in " ecclesiastici " sia famosi archierei che semplici credenti, testimoni di qualche prete. Tra i credenti possiamo trovare anche i devoti veri della Fede, testimonianze del vero amore cristiano per il prossimo. Esempio di tale fede ed amore può essere il caso del credente Sergei Mikhailovich Il'in. Egli era il fratello minore del famoso prete di Mosca Alexandr Il'in. Padre Alexandr diceva Messa di nascosto, a casa sua, o presso intimi. La polizia ne venne a conoscenza. Arrivarono a casa di Il'in con l'ordine di perquisizione e di arresto, ma, invece di arrestare il prete, arrestarono suo fratello minore, Sergei Mikhailovich Il'in (questo era il suo terzo arresto). Iniziò l'inchiesta. Dal fascicolo si vede che tante testimonianze inserite riguardano non Sergei Mikhailovich ma suo fratello prete, ma il fratello minore non disse niente relativamente all'errore (di scambio persona). Il 3 novembre del 1937 fu pronunciata la sentenza relativa all'inchiesta di S.M. Il'in: condanna a morte.(6) Il 5 novembre Sergei Mikhailovich Il'in è comparso davanti a Dio. Padre Alexandr (i Moscoviti lo chiamavano in modo vezzeggiativo " il gobbino" poichè era storpio) morì di morte naturale durante la guerra.

I preti e i credenti, uccisi a Butovo ed in tutta la nazione, non avevano dubbi che il potere dei senza Dio sarebbe stato abbattuto e che sarebbe arrivato il tempo in cui sarebbe finita l'oscurità; di nuovo si sarebbero aperti i templi ed i monasteri e dentro sarebbe tornata a risuonare la parola di verità con nuova forza.

Non molto tempo prima del suo arresto, monsignor Serafim (Chichagov) disse: " La Chiesa Ortodossa ora attraversa un periodo di prove. Chi rimane fedele alla S.Chiesa Apostolica sarà salvato.

Foto S. Fiodor Dorofeev

S. Giovanni Derzhavin

S. Alessandro Vershinsky

S. Sergio Kedrov

In questo periodo, a causa delle persecuzioni, molti lasciano la Chiesa, altri addirittura la tradiscono. Dalla storia si sa benissimo che anche prima ci sono state delle persecuzioni, ma tutte sono finite con l'esaltazione del Cristianesimo. Sarà così anche dopo questa. Essa terminerà e l'Ortodossia vincerà. Ora tanti soffrono per la Fede ma questo è oro che si forgia nel crogiuolo spirituale delle prove. Dopo questo ci saranno così tanti Santi Martiri che hanno sofferto per la Fede Cristiana quanti non ricorda tutta la storia del Cristianesimo". Queste parole ora si sono avverate.

Le speranze dei martiri si sono realizzate. Nel luogo del loro martirio, nel poligono di Butovo, è stato eretto un tempio in cui si celebra la Liturgia Divina e risuonano le parole delle preghiere di suffragio. Il santo Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, Alexi II, ha chiamato il poligono di Butovo il " Golgota Russo".

In totale, fino al marzo del 2007, la Chiesa Ortodossa Russa ha santificato 322 martiri di Butovo. Per fare un paragone, ricordiamo che fino alla fine del XX secolo la Chiesa Ortodossa Russa ha canonizzato circa 400 santi. L'insieme dei nuovi martiri e Confessori russi, santificati soltanto dal 2000 al 2002 , comprende 1250 nomi di Santi.

NUOVE SANTE MARTIRI E CONFESSORI RUSSE PREGATE DIO PER NOI!

Note: 4 GA RF. F. 10035. Op. 1.D.U - 19180

5 GA RF. F. 10035. Op. 1.D.U - 19836

6 GA RF. F. 10035. Op. 1.D.P - 63970

Foto alto a sx.: Tatiana Grimblit

Dall'alto in basso le icone di : S. Alessio Lebedev

S. Sergio Uspensky

S. Ioassaf Krimzin

Nell'ottobre del 1988, al Congresso dei deputati popolari e nel dicembre dello stesso anno, nella seduta del Politburo, fu presa la decisione di riabilitare delle persone sottoposte a repressione in modo illegale, accusati in base all'art. 58 della Costituzione russa. Nel medesimo tempo fu sollevata la questione della ricerca dei luoghi di seppellimento di massa. La sede centrale del KGB e le autorità regionali assegnarono dei collaboratori per il lavoro della riabilitazione, secondo le deliberazioni prese. Nel 1991 fu creato un gruppo speciale a cui fu a messo alla testa il capo della divisione dell'archivio centrale del Ministero di Sicurezza della Federazione russa, il colonnello O.B. Mozokhin.

Il gruppo di Mozokhin ha trovato, nel fondo n. 7, i documenti che testimoniano il seppellimento di massa a Mosca, sul territorio dell'ospedale di Iauza e nei cimiteri Vagankovskoe e Donskoe. Inoltre, nei documenti del fondo, c'erano numerosi atti relativi alle sentenze del periodo dal 1937 al 1938, senza indicazione del luogo di seppellimento.

Presso l'amministrazione del Ministrero di Sicurezza della Federazione Russa, a Mosca, fu creato anche un gruppo di riabilitazione fuori ruolo. Questo gruppo consisteva, inizialmente, di otto impiegati ma poi il loro numero fu aumentato fino a 40 persone. Direttore del gruppo diventò il colonnello della sicurezza statale N. V.Grashoven', che, tra l'altro, trascorse la propria infanzia nelle dacie del NKVD, vicino al poligono, e lui sicuramente non poteva non aver sentito alcunché riguardo ai seppellimenti in quei luoghi. Servivano conferme documentate, ma non ce n'erano.

Il volume di lavoro legato alla riabilitazione era tale che con le forze dei soli impiegati della sicurezza statale era difficile farcela. Quindi, per decisione del comitato del Ministero della Sicurezza

della Federazione Russa, per il lavoro del gruppo furono chiamati i membri della società scientifica educazionale Memorial, i quali cominciarono a lavorare nell'archivio del ministero della Sicurezza della Federazione Russa.

Foto: M.B. Mindlin

Non c'è nulla di così misterioso che non possa essere manifesto; e nulla così segreto che non possa essere svelato.

Marco. 4.22

La prima candela commemorativa nel poligono di Butovo.

K.F. Liubimova e M.E. Kirillin

Butovo, come luogo di fucilazioni e seppellimento di massa, non appariva né nei racconti né negli interrogatori degli impiegati del NKVD (Commissariato Popolare degli Affari Interni) che avevano avuto rapporti diretti od indiretti con le fucilazioni dal 1930 al 1950. Non è stata detto alcunché su Butovo né nel periodo della cosiddetta " riabilitazione di Beria" né nei tempi del " disgelo Kruscioviano" né più tardi.

I primi a parlare di Butovo come luogo di seppellimento non furono i " cekisti " (membri del KGB) ma i giornalisti. A.A. Milchakov- figlio di A.I. Milchakov, Primo segretario del comitato centrale di partito comunista della gioventù, fucilato a Butovo negli anni di Stalin.- che pubblicò una fila di interessanti articoli, su questo tema, sui giornali nazionali. Sul poligono di Butovo quale possibile posto di fucilazioni e seppellimenti lo è venuto a sapere tramite i sui canali giornalistici molto prima che il Comitato di Sicurezza se ne occupasse ufficialmente. Però tutti i suoi tentativi furono vani. Non sono arrivate al successo neppure le ricerche di documenti, all'interno del NKVD e Ministero della sicurezza, che confermassero le fucilazioni dal 1937 al 1938 .

Alla fine, gli impegati della Sicurezza statale, sono riusciti a trovare uno degli ex lavoratori del reparto amministrativo del UNKVD (direzione NKVD) di Mosca A.V. Sadovsky. Nel periodo dal gennaio all'ottobre del 1937 egli faceva le mansioni di comandante di reparto amministartivo di NKVD. I membri del gruppo lo incontrarono 3 volte.

Foto: il portone del poligono si è aperto per la prima volta, per i parenti degli uccisi, il 7 giugno 1993

Ricevere notizie interessanti da lui fu abbastanza difficile. I primi due incontri furono quasi cospirativi, alla presenza della moglie dell'ex comandante. Si facevano discorsi su temi di carattere generale, ma finalmente il gruppo cominciò a ricevere dati di fatto che trovarono conferma anche da altre persone, suoi conoscenti. Al terzo incontro, portati dall'archivio della direzione del Ministero di Sicurezza di Mosca i "libri dei fucilati" con le firme degli esecutori, l'ex comandante confermò che tutte quelle fucilazioni erano state effettuate presso il poligono di Butovo.

Così, per la prima volta, è stata pronunciata la parola Butovo.

Gli abitanti del luogo e due autisti della base degli automezzi di NKVD 1 confermarono anche l'esistenza del " luogo speciale" usato dal 1930 al 1950 per le fucilazioni e seppellimenti di massa. In questa regione furono trovati non uno soltanto, come supponevano i membri del gruppo, di " luogo speciale". Oltre al poligono di Butovo hanno scoperto anche il "luogo speciale" " Kommunarka, quello che si trovava nel territorio dell'ex dacia di Pagoda, situato a circa 10 km da Butovo. Presso il Consiglio di

Mosca esisteva una Commissione per i processi relativi alle repressioni illegali e sotto la sua egida è stato creato un gruppo pubblico per perpetuare il ricordo delle vittime delle repressioni politiche. Suo capo diventò M.B. Mindlin, ex "kolimchianin" (internato nel lager su fiume Kolima), che aveva passato più di 15 anni in prigioni e lagher in base all'art. 58; un uomo di straordinaria energia e perseveranza nel perpetuare il ricordo dei martiri innocenti. All'inizio, attorno a lui, si sono raccolti ex-sottoposti a repressione e figli di essi.

Poi , al lavoro sui documenti presso gli archivi di Mosca, ha partecipato anche gente molto giovane. Nel giugno del 1992

K.F. Lubimova, membro del gruppo di Mindlin, ha iniziato, con alcuni aiutanti, a comporre uno schedario con informazioni biografiche per IL LIBRO DEL RICORDO "Poligono di Butovo". Questo lavoro ha costituito la base per tutti i pluriennali futuri lavori del gruppo. Alcuni materiali sui fucilati nel poligono di Butovo sono stati pubblicati in quel periodo sulla "Rossiskaya Gazeta", sui giornali "Vecherniaya Moskva" , "Moscovskaya Pravda", "Pravoslavnaya Moskva", sulla rivista "Volia" e nella raccolta "Resistenza nel Gulag", editi dalla società Vosvrashenie.

Foto:

Lavoro sui fascicoli d'inchiesta nell'ufficio moscovita del KGB. Da sinistra a destra: M.B. Mindlin. M.G. Nikolaev, P.G. Ozol,

I.V. Erofeev (collaboratore KGB), K.F. Liubimova, G.M. Rikova

" Fucilati " registri

Per la prima volta il portone del poligono di Butovo si aprì, per i parenti e componenti del gruppo, il 7 giugno del 1993. C'erano voluti alcuni mesi per ricevere il permesso per questo viaggio. Vi presero parte dei rappresentanti dell'autorità si sicurezza statale, autorità di Mosca e della Commissione per la riabilitazione sotto

il Presidente della Repubblica Federale Russa. Sul territorio del poligono venne accesa la prima candela in memoria.

Cinque mesi dopo, il 10 ottobre dello stesso anno, su iniziativa del gruppo, con l'aiuto di benefattori e persone interessate, ha avuto luogo, nella parte sud del poligono di Butovo, l'inaugurazione di una lapide commemorativa. Sulla lastra di granito rosso venne incisa la scritta:

"In questa zona del poligono di Butovo, dal 1937 al 1953, furono fucilate di nascosto migliaia di vittime di repressioni politiche . IN LORO PERENNE RICORDO ".

Dopo la formazione delle schede relative ai libri dei "fucilati" è iniziato il lavoro con l'archivio dei fascicoli d'inchiesta, che è durato 10 anni, senza interrompersi neppure per un giorno.

Nota

7 Informazioni dettagliate sul lavoro, pieno di sacrifici, dei membri del gruppo di M.B. Mindlin e loro aiutanti si possono trovare nel Libro del Ricordo " Il poligono di Butovo"

Foto: -Sono cresciuti i fiori di borscevik nella terra di Butovo

-".....In loro perenne ricordo".

Fin dai primi giorni dopo il passaggio del territorio del poligono alla Chiesa Ortodossa Russa, sono state fatte complesse ricerche storico-archeologiche, geobotaniche e geomorfiche allo scopo di localizzare la posizione delle fosse funebri. Le ricerche geofisiche sono state uno dei vari tipi di intervento, un metodo scentifico, per fare ricerche di luoghi di seppellimento, senza dover violare lo strato del terreno. Gli impiegati scientifici dell'Università Statale di Mosca e del Centro Investigazioni elettromagnetiche hanno fatto, qui a Butovo, delle prove usando rilevatori magnetici, sondaggi geo-radar e prospezione elettrica. Fu rinvenuta una serie di anomalie ; le più intense corrispondevano ai luoghi di seppellimento indicati nello schema redatto dagli impiegati del

F.S.B (Servizio Federale di Sicurezza). Però i risultati di tutte le investigazioni preventive poteva essere confermato, in maniera definitiva, solo con esplorazioni archeologiche.

Nell'agosto del 1997 fu aperto un luogo di sepoltura, della superficie di circa 12,5 mq.

Il Patriarca Alexi II aveva dato il permesso per un piccolo scavo di ricerca.

Ai lavori archelogici presero parte specialisti di prima categoria: alcuni archeologi, archeologi-tofologhi, antopologhi, specialisti di scarpe e tessuti industriali, di armi da fuoco, medico legali ed altri specialisti.

Nella fossa, che si trova a sud del tempio, alla profondità di 1,5 metri, sono apparsi frammenti di vestiti e, appena più sotto, i resti di persone.

A chi fosse capitato di scendere, anche una volta soltanto, nella fossa del poligono di Butovo, non avrebbe potuto dimenticare. Uno addosso all'altro, alternati, come in una fossa per il bestiame, giacevano i resti di coloro che furono assassinati innocentemente ed impunemente. Intrecciati in modo indissolubile, giacevano i fucilati per la Fede e gli atei sacrileghi, i contadini analfabeti e gli uomini di scienza del loro tempo, le cui opere e scoperte avrebbero forse illuminato e reso migliore tutto il mondo.

Foto: Contenuto delle fosse di Butovo. Vista laterale

: Disegno di una parte della superficie dello scavo, visto dall'alto. Dis. M.Mikeeva

: Il poligono di Butovo è diventato uno dei simboli delle sofferenze della Russia, il nostro Golgota nazionale. Questo non è solo il luogo di una grande tragedia della Russia, ma anche il luogo della grande gloria dell'Ortodossia Russa. S.S. Patriarca Alessio II

Gli archeologi hanno aperto la fossa funebre, che era stata fatta nel tardo autunno od in inverno. Sopra i corpi c'era un ammasso di vestiti e scarpe: un cappotto, qualche stoffa di tela grossa, giacche di pelle, cappelli, stivali, stivali di feltro duro, scarpe da donna, galosce. Tra le giacche ce n'era una da donna, di taglio europeo; su una delle galosce trovate è stato scoperto il marchio, del 1935, della fabbrica " Krasny Bogatir ". Nello strato superiore vi erano 5 guanti di gomma, rivoltati, buttati nella fossa a lavoro compiuto. Qua e là alcuni pezzi di bottiglie di vetro. Nella zona di seppellimento aperta, gli antropologi hanno contato le ossa di 59 persone. In totale, in questa parte di scavo, sono state seppellite 150 persone, su tre – cinque livelli.

Se si prova ad immaginare che tutte le fosse di Butovo siano state riempite in tal modo e che la loro lunghezza corrisponda realmente alla lunghezza indicata nello schema dello FSB, il numero totale dei morti sepolti qui può ammontare dalle 70 alle 90 mila persone. Questa , comunque, è solo una supposizione.

Secondo l'esperto di medicina legale, i corpi sono stati buttati nelle fosse subito dopo la morte oppure nel periodo tra le 8 e le 10 ore dopo la morte, in un tempo. E' apparso strana la quasi totale mancanza di tracce di ferite da fuoco. Certamente gli scavi, in base agli accordi preliminari, sono stati realizzati in modo assai delicato, e finchè possibile, senza spostare di posto i resti umani.

Foto: - Contenuto delle fosse di Butovo (2 foto)

- Scavi archeologici nel poligono di Butovo. Antropologo G.P. Romanova. Agosto 1997

- Resti di fucilati

Soltanto su quattro crani sono state " trovate lesioni da arma da fuoco, causate da pallottole del calibro da 7 a 8 mm."(8) " Tra le armi standard, appartenenti a questo intervallo, fa parte il calibro 7,62mm, previsto per i revolver di tipo "Nagan" (da 7 colpi),

pistole "TT", pistole-mitraglia, fucili e mitragliatrici alla maniera dei fucili a cartuccia" ' si dice nel referto ufficiale degli specialisti.

"I fori di entrata dei colpi sono situati nella regione occipitale, quelli di uscita nella regione frontale o del sincipite....Le ferite del cranio, su cui sono stati scoperti i fori di entrata ed uscita, sono state causate da una successione automatica di due colpi dalla distanza di non più di un metro.

In uno dei crani si trova la rottura dell'osso parietale sinistro, conseguenza di una botta con un oggetto duro; la frattura è avvenuta durante la vita o subito dopo il colpo". Forse non tutti i colpi risultavano mortali; in seguito davano il colpo di grazia a

quelli che davano ancora segni di vita .

Probabilmente, come in altri simili luoghi di seppellimento, alcuni sono stati sepolti ancora vivi.

Delle lance, conficcate sul fondo della fossa, rinvenute durante gli scavi, avevano avuto qualche ruolo nella sistemazione dello spazio della sepoltura. (10)

Gli ultimi giorni degli scavi nel 1997 sono stati effettuati all'inizio d'autunno. Faceva caldo e c'era silenzio. Frusciava al vento la foglia appena ingiallita. Sembrava che la pace e la bontà Divina si espandessero ovunque, sia in terra che in cielo. E lo sguardo non si staccava dalla fossa che si apriva sotto ai piedi. Questo fu un autentico inferno, creato sulla terra dagli uomini stessi contro tutte le leggi divine e umane.

Oltre agli scavi, fu trovato più tardi, in archivio, un documento che conferma indirettamente il fatto dell'uso, a Butovo, di diversi tipi di armi, compreso le automatiche. E' stato trovato l'ordine NKVD del 1940, relativo alla nomina del colonnello della sicurezza statale I.Ya. Il'in a responsabile delle esercitazioni di tiro dei collaboratori GTU NKVD.

Gli addestramenti avevano luogo a Mitishi, nel campo di tiro "Dinamo", dove si faceva esercitazione di tiro proprio con quel tipo di armi che erano state utilizzate nelle fucilazioni a Butovo. (11) E' da rilevare che la firma di I.Ya.Il'in (in quel periodo maggiore della Sicurezza dello stato) si trova in calce a molti atti ed esecuzioni, in adempimento alle sentenze nel poligono di Butovo, dal ottobre del 1937 al luglio del 1938.

Foto: - Luogo dello scavo archeologico del 1997

Gli specialisti ritengono possibile l'identificazione dei corpi, ma è un processo molto laborioso, lungo e costoso. Per ora non c'è consenso di opinioni, se serva disturbare questa gigantesca tomba fraterna.

Sebbene chi ha avuto modo di vedere ciò che è avvenuto in quella grande fossa, giammai la chiamerà tomba. Tutti i morti nel poligono di Butovo non possono dirsi, fino ad oggi, seppelliti.

Le ricerche archeologiche sul terreno sono proseguite anche negli anni successivi e andranno avanti ancora. Durante la stagione del 2003 sono state scoperte 13 fosse, che si trovano disposte in modo abbastanza caotico: meridiane, in direzione da ovest a est, e diagonali, in direzione nord-ovest e sud-est. Le fosse individuate sono state segnate mediante paletti di legno intagliati e collegati fra loro con cordicelle. Sulle fosse sono stati piantati dei fiori.

Negli anni che avevano preceduto la pubblicazione della verità sul poligono di Butovo, il borgo locale si presentava piuttosto triste alla vista. L'unica sua via, quasi come una beffa, detta Iubilenia, era costituita da qualche anonimo edificio.Tutto, pian piano, andava in rovina. Era come se la vita se ne fosse andata via da questo posto. All'inizio era stata chiusa la scuola, poi la " bania", che anche prima era aperta solo una volta alla settimana.

Hanno poi chiuso l'ambulatorio medico, il chiosco delle medicine, il negozio. Il telefono, che qui esisteva all'inizio del secolo, era diventato di proprietà eclusivamente NKVD. Poi sono stati aboliti gli autobus di linea, che proseguivano dalla stazione ferroviaria vicino al poligono di Butovo fino a Bobrov. Nell'abitato dell'NKVD terminarono la propria vita dei vecchi sconosciuti, ex testimoni, e spesso partecipanti a quei tragici avvenimenti degli anni 1930 -1950. Per lunghi anni queste persone non entrarono in contatto con estranei. Le più varie e caute questioni sulla vita nel poligono negli anni della repressione si sono interrotte con loro nel più grave dei modi.

Sono morti uno dopo l'altro i testimoni oculari, i quali avrebbero potuto raccontare qualcosa sul poligono di Butovo, su "Kommunarka" e la prigione di Sukhanovsky. E coloro che erano ancora vivi e avrebbero potuto raccontarci qualcosa di inestimabile, hanno taciuto, avendo timore che si sarebbe ritorto su di loro. Soltanto gradualmente, con gli anni, sono stati stabiliti dei contatti fra coloro che avidamente cercavano la verità e coloro che volevano assolutamente nasconderla e dimenticare.

Ora nessuno degli spettatori di quegli anni è rimasto in vita. I loro pesanti segreti se li sono portati con sè.

Foto: - Poligono di Butovo

- Poligono di Butovo

- Vista dal campanile sul poligono di Butovo. Primavera 2002

Al momento del passaggio del poligono alla Chiesa, il territorio del luogo cimiteriale di Butovo si trovava in uno stato di abbandono. La parte boschiva di esso era cresciuta con un folto sottobosco, con una grossa quantità alberi secchi e ramaglia. La parte a nord era ingombra di ogni tipo di rifiuti: da bottigliette d'inchiostro e molle di divani a blocchi di cemento.

Nel luogo della ex-baracca, appena più a nord del tempio attuale, giaceva un ammasso di rottame di ferro: cassette di pellicole cinematografiche, enormi cucine, tubi etc.. La parte est del territorio con un piccolo giardino era delimitata da una fila di baracche, costruite dagli abitanti dell'ex-centro abitato del poligono negli anni 60; lo steccato, che circondava le baracche, si trovava proprio sulla fossa funebre. A completamento del tutto, su una grande parte del territorio vi erano tali boscaglie di acanto, che, per passarvi in mezzo, si è giunto al punto di tagliarle con l'accetta, come nella giungla.

Con la comparsa del tempio nel poligono di Butovo, sia la vita che l'aspetto del luogo stava visibilmente cambiando. Alla funzione divina di commemorazione arrivava sempre più gente.

Inizialmente, nel territorio del poligono, si poteva entrare solo al sabato e domenica dalle 11 alle 16.

Ma, dal 1995, è stato tolto il servizio di guardia ed il territorio di seppellimento è diventato accessibile in qualsiasi momento. Nei giorni di commemorazione si è pregato e officiato servizi funebri, anche con partecipazione di vescovi.

L'anno dopo è sopraggiunta all'improvviso una disgrazia. Senza tener conto di nulla, l'amministrazione della regione aveva iniziato la costruzione del complesso abitativo Nuovo Drozhino-2 nella zona del futuro monumento memoriale storico. Erano già state messe le fondamenta di un edificio a più piani, a una decina di metri dal luogo di sepoltura. Dal membro della associazione "Memorial" L.G. Novak fu allora intrapresa un'attività, alla quale prese parte attivamente la comunità ecclesiale, al fine di interrompere tale costruzione. Furono rivolte interrogazioni parlamentari, a nome di dirigenti di Mosca, lettere da rappresentanti di personalità, e si ricevettero le risposte:

la costruzione sarà spostata fuori dal luogo della sepoltura. Soltanto dopo l'appello di Sua Santità il Patriarca, indirizzato al sindaco di Mosca Yuri M. Luzhkov, per l'impedimento all'erezione dell'edificio su questo luogo sacro, nell'estate del 1996, la costruzione fu arrestata.

Foto: - Lapidi ricordo con i nomi degli uccisi per la Fede nel poligono di Butovo.

Aiuola nella parte sud del poligono di Butovo

Pag. 37

Un grande aiuto a fermare la costruzione dell'abitato Nuovo-Drogino-2 hanno prestato il vice dell'architetto capo Di Mosca O.A. Zalensky e il capo dello studio di progettazione "Iug-Prigorod" A. G. Shabelnikov, ora defunti. Nel 1997 per ordine del governo di Mosca furono approntati delle "Proposte di progetti per la creazione di un complesso commemorativo nella regione Nuovo-Drozhino" In esse venivano presi in esame i territori dei principali luoghi funebri, dell'ex tenuta di Drozhino-Butovo e centro NKVD. Nel successivo anno 1998, con i fondi dell'Ammnistrazione di Mosca, fu asfaltata ex-novo e dotata di tutti i servizi la strada principale dalla via Varshanski al poligono di Butovo. Sulla strada ricostruita è stato messo in funzione l'autobus di linea N. 18 con la fermata finale " Poligono di Butovo ". Gli orari degli autobus si uniformano ai tempi di inizio e fine delle funzioni divine della chiesa in Butovo.

Nel 2000, per ordine della Municipalità di Mosca, dall'azienda pubblica " Istituto di ricerca di planimetria generale della città di Mosca" fu elaborato il " Progetto di tutela delle zone del monumento storico " Poligono di Butovo". L'anno dopo, il 9 agosto 2001, con delibera della Municipalità della regione di Mosca, il poligono di Butovo fu dichiarato monumento storico di importanza di cultura locale. L'area del monumento storico

comprende: il territorio dove sono concentrate le fosse funebri già scoperte (il vero e proprio "poligono") e la chiesa dei Santi nuovi martiri e confessori Russi; il territorio della ex tenuta Drozhino-Butovo con il parco, con il cimitero del villaggio e gli stagni sul fiume Gvozdianka e il grande territorio del parco naturale di Butovo.(12)

In tutto, con le zone protette, l'intera superficie del monumento alla storia consta di circa 3 kmq.

A ovest il suo territorio è limitato da Varshavskoye; a est da Simferopolskoye; a nord dalla via Rastorguevskaya e a sud dal territorio delle serre dell'azienda di stato del XXI congresso KPCC e dalla riva destra della golena del fiume Gvozdianka.

Quasi tutto il suddetto territorio, negli anni 1930-1950, appartenne al OGP-NKVD ed ora è divenuta intoccabile. Nel territorio del monumento alla storia è vietata qualsiasi nuova costruzione, all'infuori del necessario per la costruzione di un monumento a futura memoria, ed anche qualsiasi attività economica, che conduca ad un alterato aspetto storico e del naturale paesaggio del territorio.

Foto: - Lavori per la sistemazione del territorio del poligono di Butovo. Anno 2005

Nel 2000, dopo la riparazione del piano terra dell'edificio dell'ex scuola dell' NKVD-KGB, nella sala che prima serviva come cineclub, hanno iniziato ad organizzare delle esposizioni dedicate agli uccisi del poligono di Butovo. E' stato esposto del materiale relativo alle vita e alle opere di pittori di talento, uccisi a Butovo: V.A. Komarovsky e V.S. Timirev; materiale relativo ai martiri della fede , famosi ierarchi e preti della Chiesa Ortodossa Russa: il vescovo Arseni (Zhadanovsky), i santi martiri Vladimir Ambartsumov, Petr Petrikov ed altri. Il materiale di maggior valore presentato nella manifestazione del 11 dicembre 2003 fu

" La vita e le opere del santo martire Metropolita Serafim (Chichagov). Nel centenario della glorificazione del venerabile Serafim Sarovsky." Inoltre, nella sala d'esposizione, i collaboratori della chiesa e del centro Memoriale scientifico-educativo pubblico "Butovo", allestito presso di essa nel 2002, hanno ripetutamente organizzato la proiezione di film sul poligono di Butovo e sui destini delle persone qui martirizzate. I lavoratori del Centro raccolgono e sistemano le cose avute relative alle vittime del poligono di Butovo, e, in base a questi materiali, allestiscono mostre tematiche e presentazioni, si incontrano con i famigliari delle vittime, accompagnano le visite all'interno del poligono di Butovo.

In conformità alla decisione congiunta del collegio delle autorità statali di Mosca e Regione moscovita, dal 1 dicembre 2004 per la dotazione di servizi al poligono di Butovo nel successivo 2005 furono messo in esecuzione dei lavori inerenti ad esso. Così le fosse funebri, dapprima recintate con colonnine in legno, ora hanno assunto l'aspetto di un rialzo tombale. Le strade, che assomigliavano più ad un sentiero boschivo, ora sono ricoperte di sabbia di color rosa-pallido. E' stato piantato un piccolo arbusto; il luogo della prima Liturgia Divina presso la Croce-Golgota e lo spazio attorno al tempio sono stati ricoperti con piastrelle, tra le quali una giovane erba si sforza di passare. Tutto ciò simboleggia la vittoria del nuovo sugli spettri del passato.

Foto: - Stradette del poligono di Butovo- Veduta attuale

- Esame dei lavori per la sistemazione

Note

8 I crani sono stati analizzati nei laboratori e poi riportati in loco.

9 Relazione sugli scavi del 1997. Componenti: l'archeologo I.N.Ershov-collab. TOO "Krom", l'archeologo A.Ya. Razumov-

collab. RNV (SP6), l'archeologo-tafologo Yu.A. Smirnof-

collaboratore dell'Istituto di archeologia RAN, l'antropologa G.P.Romanova – collab. Dell'Istituto archeologico RAN, la specialista della produzione di stoffe e scarpe T.C. Aleshina- collab. GIM, il medico legale V.I. Guzheedov – docente della cattedra di medicina legale RAN, lo specialista in armi da fuoco V.O. Prokopov – collab. del Museo delle armi Sil e altri specialisti.

10 Il Prete Kirill Kaleda, Alekseev S.N., Razumov A.Ya., Golovkova L.A. Indagini degli ultimi anni nel poligono di Butovo.// "Poligono di Butovo".

11 GA RF. F. 9413. Op.1 D.3. 134, 198.

12 Propriamente al ricordo storico appartengono: la zona sorvegliata (4,8 ettari), i territori del villaggio di Drozhino, dei complessi delle dacie DSK " Butovo", s/t "Urozhai" e campi coltivati - circa 1 kmq, e pure zone della parte custodita, comprendenti la golena del fiume Gvosdiank e i suoi affluenti, parte del territorio del parco naturale di Butovo – circa 1 Kmq. Un monumento alla storia " Il poligono di Butovo" si trova nella provincia Leninscaya , regione di Mosca, al confine est della provincia " Yuzhnoe Butovo", dell'Amministrazione Sud-Ovest del distretto di Mosca.

Foto: - Sistemazione delle fosse comuni in forma di rialzo tombale – Sopra: lapidi commemorative con nomi di uccisi per la fede nel poligono di Butovo

Durante il lavoro di ricerca si è visto che, tra i fucilati a Butovo, c'erano molti appartenenti alla Chiesa Ortodossa Russa. Un primo elenco, comprendente 250 persone tra preti e fedeli, è stato consegnato al Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, Alexei II. Su sua autorizzazione è stata collocata nel poligono una grande Croce-colomba di venerazione. Per pulire lo spazio in cui erigere la Croce, si è dovuto penetrare attraverso una impenetrabile boscaglia di acanto con l'aiuto dell'accetta. Alla base della Croce

del Golgota è stata murata un lapide di marmo bianco.

Le parole scolpite su di essa appartengonoa Sua Santità Patriarca Alexei II: " In questo luogo sarà eretto un tempio in onore dei martiri e confessori Russi, in memoria degli ierarchi, chierici, monaci e laici, che hanno dato la loro vita per la verità e la fede e qui martirizzati".

Anche il sindaco di Mosca, Yu.M. Luzhkov ha sostenuto l'idea della costruzione del tempio nel poligono di Butovo, avendo partecipato all benedizione della Croce, avvenuta a Fomino nel pomeriggio di domenica 8 maggio 1994 (prima domenica dopo la Pasqua).

La Croce fu costruita dall'Istituto Ortodosso San-Tikhon Bogoslovsky (PSTBI) su progetto e con la partecipazione dello scultore D.M. Shakhovsky, figlio del prete Mikhail Shik, ucciso a Butovo; l'arcivescovo di Solnechnogorsk, Sergi, (ora metropolita di Voronezh e Barissoglebsky) e il vescovo (ora arcivescovo) di Istra Arseni hanno proceduto alla sua benedizione. Hanno partecipato più di 30 preti e molti fedeli, alcun i dei quali sono venuti a sapere, proprio quel giorno, che dei loro parenti erano rimasti vittima nel poligono.

Foto: Poligono di Butovo. 20 maggio 2006

Esulta di gioia Chiesa russa, come le madri per i figli, i martiri e confessori ortodossi che hanno reso celebre la tua....

- "In questo luogo......."

- Secondo da sx: il rettore PSTBI sac. Vladimir Vorobiov. Estrema destra-D.M. Shakhovsky

Col tempo si è appreso che un grande numero di fucilati a Butovo aveva parenti, che vivono a Mosca e che guidano attivamente la chiesa. Costoro hanno sostenuto l'idea di erigere un tempio e si sono rivolti al Patriarca Alexi con la supplica di permettere questa iniziativa. La decisione di Sua Santità è stata la seguente: " Si permette la costruzione del tempio in questo Golgota Russo."

Nell'autunno del 1994 fu fondata e registrata, secondo la procedura stabilita, la comunità della chiesa dei Santi martiri e confessori Russi in Butovo, composta, basilarmente, dai parenti degli uccisi a Butovo. Alla fine dello stesso anno il Patriarca Alexi, su richiesta della comunità, si è rivolto alla dirigenza FSK (servizi segreti) con la petizione dei concedere un pezzo di territorio per la costruzione della chiesa.

In risposta a questa richiesta, l'amministrazione della regione di Mosca ha deciso di consegnare alla Chiesa non solo tutto il territorio delle fosse funebri di Butovo, ma anche il simile territorio a " Kommunarka". Questa offerta era del tutto inaspettata, ma dopo aver studiato la situazione, il Patriarca Alexi accettava di prendere sotto il riparo della Chiesa ambedue i luoghi di inumazione, sui quali sono state costruite, in Butovo una chiesa parrocchiale e, nel "Kommunarka", una foresteria di convento.

La prima funzione liturgica divina nella terra di Butovo fu fatta il 25 giugno 1995, nel giorno della celebrazione di tutti i santi della Chiesa che risplendono sulla terra Russa. La officiarono nell'omonima chiesa in tenda da campo, che era stata portata dai membri della confraternita della Salvezza e istallata davanti alla croce. Alla testa della liturgia e grande processione della Croce, .diventata succesivamente una tradizione, il rettore PSTBI arciprete Vladimir Vorobiov.

All'inizio del 1995, nel giorno della celebrazione dell'assemblea dei Martiri e confessori Russi, nelle chiese moscovite fu realizzato una raccolta di denaro per la costruzione della chiesa a Butovo. Con questi denari nella foresta di Soligalich (provincia di Kostroma), su progetto di D.M. Shakhovsky, furono preparati i muri perimetrali, in tronchi, della chiesa, e nell'autunno dello stesso anno furono istallati nella parte

sud del territorio delle fosse comuni.

Foto:-Prima liturgia divina nel poligono di Butovo

-Processione della croce dei defunti - 8 maggio 1994

-Ufficio divino nel poligono di Butovo

Nel giorno della commemorazione del martirio del metropolita Serafim (Chichagov), ora alla testa di una moltitudine di novomuceni di Butovo, l'11 dicembre 1995 sopra la chiesa fu posta una croce e dopo un anno , nello stesso giorno, la chiesa fu consacrata. L'11 dicembre ufficio divino fu celebrato dall'arcivescovo di Istra Arseni. Da allora hanno avuto inizio regolari celebrazioni liturgiche. A capo della chiesa fu messo prete Cirillo Kaleda, il cui nonno (ora venerabile Vladimir Ambartsumov) giace in una delle fosse di Butovo. (13)

Il 22 maggio 2000, nel quarto sabato dopo la Pasqua, ha avuto luogo, nel poligono di Butovo, la prima liturgia, a cielo aperto, officiata dal Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Alexi II. Gli autobus con i fratelli delle chiese moscovite e di monasteri e che avevano portato i fedeli, erano incolonnati lungo la strada per alcuni kilometri. Sembrava che fosse presente l'intera chiesa Ortodossa Moscovita. Alle sorelle della misericordia della scuola a nome del Devoto Zarevic Dimitri presso l'ospedale civile n. 1 è toccato di rimanere in allerta. Più in generale l'emozione fu tale che qua e là è comparsa la necessità di prestare assistenza medica. All'ufficio divino hanno preso parte 8 arcivescovi, circa 200 ministri di culto dalle chiese e monasteri di Mosca e regione Moscovita e più di 3500 fedeli. Questo fu un evento religioso indimenticabile. Ha cantato il coro congiunto dell'Istituto Teologico Ortodosso Santo-Tikhonovsky. La musica dei pezzi liturgici si fondeva col forte canto degli usignuoli, come se si dividessero l'universale felicità celeste.

Le funzioni del patriarca a Butovo sono state di tipo tradizionale. In questo giorno la Chiesa universalmente ricorda tutti " coloro che, nel periodo feroce, sono stati portati ed uccisi in questo ed in altri luoghi ".

Foto: -consacrazione della croce Poklonni - 8 maggio 1994

Uffici divini episcopali al poligono di Butovo

Nel Benedetto Concilio Episcopale del 16-18 agosto 2000, di 1100 martiri uccisi in Russia per mano degli atei nel XX secolo, ne sono stati santificati 129, ministri di culto e laici, uccisi a Butovo. Verso il marzo del 2007 il loro numero è più che raddoppiato, e consta di 322 persone. Il loro ricordo è festeggiato da una intera folla di clero – di solito sono presenti da 200 a 400 ministri di culto. Arrivano anche alcune migliaia di fedeli.

Dopo una di queste funzioni, il 15 maggio 2004, nelle vicinanze della tomba, furono poste le fondamenta di una chiesa in muratura. A questa celebrazione ha preso parte il metropolita Lavr.

Dopo un anno soltanto, il 28 maggio 2005, al termine della cerimonia funebre i ministri di culto e tutti i fedeli sono andati in processione verso la chiesa in costruzione, dove il Patriarca ha consacrato la croce. Con l'aiuto di un'enorme gru, sotto un armonioso canto di preghiera di mille voci, la croce si è sollevata in alto verso il cielo e posata sulla cupola principale della chiesa.

NOTE

13 - Nel settembre del 1994 il futuro parroco della chiesa in Butovo, Kirill Kaleda, fu eletto custode della parrocchia, il 22 dicembre ebbe l'imposizione delle mani come diacono; dall'aprile 1998 il detto Kirill divenne sacerdote e parroco della chiesa.

Foto: Chiesa dei Santi nuovi martiri e confessori Russi a Butovo – Foto recente

Pag 44

Foto da sx in alto:

-Funzioni divine del Patriarca a Butovo. Il parroco della chiesa dei Santi martiri e confessori Russi prete Cirillo Kaleda consegna l'icona del santo martire Serafim (Chichagov) all'arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia , Christodul. 12 maggio 2001. – 280maggio 2005

- 01 giugno 2002 – Icona del santo martire Serafim (Chichagov)

- 280maggio 2005 - 1 giugno 2002

Pag 45

Foto da sx in alto:

-Preparazione alla visita del patriarca. Maggio 2006 - 28 maggio 2005

- Sembra che il cielo stesso pianga la morte di tutti coloro che "nei giorni terribili sono stati torturati e martirizzati in questo luogo e in altri luoghi simili "

- Il parroco della chiesa dei Santi Martiri e confessori Russi, prete Kirill Kaleda, si prepara a portare a Sua Santità il Patriarca l'uovo pasquale che è simbolo della vita perenne. 280maggio 2005

-20maggio 2006 - Il diacono Artemi Tsekh (ora sacerdote) 28 maggio 2005

Pag. 46

I numerosi fedeli della Chiesa Russa e il Concilio dei nuovi martiri e confessori russi, che hanno creduto alla verità con il cuore, hanno professato la parola di Gesu Cristo Signore per la salvezza , avendo sopportato imprigionamento, esilio, lavori forzati e la morte il piacere della bontà di Dio. E allora più caldamente pregate Dio,e la Russia Santa, che la religione ortodossa rafforzi e salvi le nostre anime.

Foto da sx in alto: Posa della prima pietra della chiesa in muratura il 15 maggio 2004

Ufficio divino del Patriarca il 28/05/2005

Pag. 47

Foto da sx in alto: Sinistra – I reverendi fratelli attendono Sua Santità per iniziare la processione della croce, verso la chiesa in costruzione, per l'istallazione della croce consacrata. Destra: Felicità per la posa della croce sulla cupola principale della chiesa

-28 maggio 2005 -

Al poligono 28 maggio 2005 – Il parrroco mostra a Sua Santità la chiesa sinodale in muratura. 20 maggio 2006

Gli anni scorsi Butovo, rinominato Golgota Russo da Sua Santità Patriarca Alexi II, è diventato ancora più noto non solo tra i credenti in Russia ma anche lontano, oltre i confini del tradizionale territorio russo della Chiesa Ortodossa. Sul territorio del Poligono di Butovo arrivano i parenti delle vittime, da Mosca e Regione, da luoghi esteri vicini e lontani, dall'Europa e da altri continenti, .

La portata degli avvenimenti storici accaduti in questo luogo e la sua importanza sulla mappa spirituale della Russia hanno reclamato l'erezione di un adeguato monumento architettonico in

questo luogo. In relazione a ciò è stata avanzata, dalla comunità parrocchiale , la richiesta relativa alla necessità di costruire, nel Poligono di Butovo, una cattedrale in pietra. Questa idea è scaturita la prima volta quanto il Poligono fu appena aperto e costruita, nel 1995-1996, una chiesainizialmente in legno, anticipatrice di una grande cattedrale in pietra.

E, sebbene l'aspetto architettonico della chiesa in legno fosse un appropriato simbolo di venerazione dei nuovi martiri (non per niente gli ortodossi si sono rivolti ripetutamente alla comunità di usare l'esistente progetto usato per la costruzione di un simile genere di chiese in Russia e all'estero), le dimensioni e l'aspetto non corrispondevano alla portata del ricordo storico.

In relazione a ciò, la costruzione della grande chiesa in pietra sul territorio della fossa funebre avrebbe potuto danneggiarla, perciò, su benestare di Santità il Patriarca Alexi, fu scelto il pezzo di territorio che si trova nell'immediata vicinanza del luogo della fossa funebre.

Foto: -Progetto della chiesa-memoriale in muratura

- In questo luogo sarà costruita una chiesa in onore dei Nuovi Martiri e Confessori, in ricordo dei vescovi, degli appartenenti al clero, monaci e laici, che hanno dato la loro vita per la fede e la verità e qui hanno patito il martirio. Poligono di Butovo, iscrizione sulla croce-golgota

- L'arcivescovo di Istra Arseni e il componente della Duma Statale O.A. Skorlukov

- La Chiesa in costruzione – anno 2005

Questa è la parte della ex zona speciale, sul cui territorio, negli anni delle fucilazioni, si trovava l'ufficio del comando del poligono (ex ala della tenuta dei Ziminy). E' stato meditato a lungo sul tipo di chiesa e sull'aspetto architettonico. Alla discussione hanno preso parte: membri della comunità parrocchiale, parenti delle vittime, sostenitori del ricordo dei morti nel periodo della repressione.

Lo schizzo del progetto della cattedrale fu preparato da Andrei Sergeevich Tutunov, i cui due nonni perirono nel GULAG. Nel periodo della elaborazione del progetto fu sottoposto, dalla comunità della chiesa, l'idea di fare uno schizzo per una cattedrale a 5 cupole e di due piani, le cui cupole avrebbero disegnato la forma della croce, in modo tale che la croce addivenisse il simbolo di questo luogo. Si era pensato di collocare al primo piano della chiesa il reliquiario, cioè la raccolta delle cose per se stesse, o in modo indiretto, collegate ai fucilati nel poligono.

La comunità della chiesa dei Nuovi Santi Martiri e Confessori russi si è trovata, praticamente sin dai primi giorni, della sua esistenza, a gestire una quantità di materiale relativo ai fucilati nel poligono di Butovo. Dai familiari dei fucilati fu consegnata alla comunità una gran quantità di reliquie. Attualmente si contano più di 500 oggetti appartenuti ai fucilati nel poligono. Tra di essi icone, paramenti, oggetti personali dei morti, mobili e stoviglie.

Il secondo piano della prevista chiesa fu pensato come luogo di glorificazione dell'atto eroico dei nuovi martiri.

Il progetto della chiesa fu eseguito da Mikhail Yurievich Kesler, collaboratore di "Arkhrama". Al titolare di questa organizzazione, Andrei Nikolaevich Obolensk, avevano ucciso il nonno Vladimir Obolensk nel poligono. Mikhail Yurievich ha fatto il progetto, atteso che era stato richiesto un modello a due piani e cinque cupole. Su questo progetto fu costruito il duomo. Fu proposto a M.Yu. Kesler una originale soluzione: andare un po' in profondità con le fondamenta della chiesa e coprire la parte occidentale di terra, al fine di creare un effetto collina.

Ora, per andare nel reliquiario, bisogna scendere per le scale, come si fa di solito per scendere in una cripta, dove nelle chiese greche vengono custoditi i resti dei santi.

Foto: padre Kirill Kaleda e O.A. Skorlukov

Foto pag. 50 : M.Yu. Kesler.

Lavoratori

Visita alla chiesa din costruzione

Foto pag. 51 fila in alto da sx: Prima della consacrazione della chiesa. 10 dicembre 2006 – In preghiera in chiesa –

Fila al centro da sx: Sua Santità il Patriarca va a visitare la chiesa. 20 maggio 2006 – Processione della croce in chiesa. 10 Dicembre 2006

Fila in basso: Interno della chiesa superiore. – Prima funzione liturgica nella chiesa in muratura. 11 dicembre 2006

Pag 52

Il primo piano della chiesa è dedicato a rivivere delle sofferenze dei nuovi martiri, per cui nell'atrio della chiesa, sui muri si possono vedere le ultime fotografie delle vittime di Butovo. Sotto queste foto, in due vetrine, cose miste, prese dalla fossa funebre nel periodo degli scavi nel 1997. Scarpe, singoli dettagli di vestito, guanti di gomma, bossoli e pallottole.

Una parte dello spazio interno della chiesa raccoglie in se in modo organico il reliquario, nel quale sono conservate cose dei nuovi santi, uccisi nel poligono di Butovo. Lungo i muri della chiesa sono mischiate più di una cinquantina di icone dei santi di Butovo. Inizialmente si era progettato di disegnare singolarmente le icone di tutti i martiri di Butovo, ma fu necessario abbandonare questa idea poichè tale quantità (più di 320 ) non stava sui muri della chiesa. Fu assunta la decisione di dipingere le icone in base al giorno di fucilazione. Queste assemblee di santi formano un originale fila dei nuovi martiri di Butovo. Sui due pilastri ad occidente sono collocati sei icone di ierarchi, uccisi a Butovo, con a capo il metropolita Serafim (Cherpakov).

Una cappelletta centrale della chiesa inferiore, su consenso di Sua Santità il Patriarca, è dedicata alla icona Sovrana della Madre di Dio. Il popolo russo ha vissuto nel XX secolo, dopo l'abbattimento dello zar Nikolai Alexandrovich, sotto la protezione di questa icona. La cappella a destra è stata progettato di consacrarla al nome del santo Serafim, mitropolita di San Pietroburgo. La cappella a sinistra, probabilmente, sarà in onore del santo Giovanni Shankhaisky. Sopra il portone regale della cappella centrale è istallata l'icona del Salvatore, che apparteneva al Santo Sergio Kedrov, ucciso a Butovo.

La chiesa superiore è consacrata all'esaltazione dell'atto eroico dei nuovi martiri. Se la chiesa inferiore è simbolo della settimana di Passione, la chiesa superiore rappresenta la Pasqua.

Foto: Le future cupole

La campane della chiesa - La cupola

I nuovi martiri Russi non avrebbero mai pensato al fatto che sarebbero stati celebrati in immagini si santi e che in loro onore sarebbero state costruite delle chiese; ogni loro speranza era collocata nella Resurrezione di Cristo, e con la loro vita e morte hanno testimoniato la propria fede nella Resurrezione di Cristo e resurrezione universale. Proprio questa speranza li ha aiutati a sopportare le sofferenze e compiere l'eroico gesto. Perciò Sua Santità il Patrirca Alexi ha dato la sua benedizione a consacrare la

cappella centrale della chiesa superiore in onore della Resurrezione di Cristo. La cappella di destra sarà dedicata ai Santi nuovi martiri e confessori Russi; quella di sinistra al santo Tikhon, patriarca di Mosca e di tutta la Russia, come capo del Concilio dei nuovi martiri e confessori Russi.

Sui pilastri che si trovano vicino all'altare nella cappella centrale sono collocate due icone. Sul pilastro destro c'è l'icona del Concilio dei nuovi martiri e confessori Russi, che è una copia della parte centrale dell'icona, disegnata alla loro glorificazione nel 2000 (l'originale si trova nella chiesa di Cristo Salvatore). Nell'icona non si è andati a mettere i riquadri con le rappresentazioni di singoli episodi di persecuzione a causa delle grandi dimensioni dell'originale, perciò questi riquadri sono rappresentati ai margini delle icone che si trovano nella cappella centrale , e cioè del Redentore e dell'icona del Kasakistan della madre di Dio (pag.54 - figg. 1 e 2). Sul pilastro sinistro c'è l'icona del Concilio dei nuovi martiri, uccisi a Butovo. L'icona è composta sul modello del Concilio dei nuovi martiri e confessori Russi, ma se gli ultimi santi erano disegnati sullo sfondo della chiesa di Cristo Redentore, ora qui essi sono davanti alla chiesa in legno di Butovo, lo stesso dove c'è la Croce del Golgota, e sotto loro le fosse con i resti dei giusti uccisi.

Sul campanile della chiesa è stato istallato un copioso gruppo di campane, fuse nella fabbrica di campane di Tutaev. Anche sulle campane sono state raffigurate le immagini dei nuovi martiri Russi, tra cui i martiri imperiali.

Tutta la chiesa è dedicata alla vita e al glorioso atto eroico dei nuovi martiri e confessori Russi. Probabilmente, costituisce il ricordo non solo degli uccisi a Butovo ma di tutte le vittime negli

anni dell'oppressione, così come Butovo acquista il ruolo di luogo

del ricordo per tutti gli uccisi. Arrivano qui le persone a cui uccisero dei parenti in luoghi diversi, spesso sconosciuti.

Foto: La chiesa in costruzione. Anno 2005

Elementi decorativi della chiesa

Pag. 54

1. Il salvatore - 2. Icona kasakistana della Madre di Dio -3. Non singhiozzare per Me, Madre - 4. S. Nikolai Mir Likisky

5. S. Serafim (Chichagov) -6. S. Nikolai-diacono -7. S. Nikolai-proto diacono -8. S. Simeone-diacono

Da un lato, il viaggio a Butovo da Mosca rappresenta in sè un pellegrinaggio, da un altro lato Butovo si trova non lontano da Mosca e facilmente raggiungibile, come per i moscoviti, anche per gli abitanti delle altre regioni della nazione.

La posa della prima pietra della chiesa in Butovo si è svolta il 15 maggio 2004. Fu messa in opera dopo il tradizionale ufficio divino del Patriarca, che in quell'anno è avvenuta non nel quarto sabato di Pasqua ma nel quinto. Il giorno antecedente in Russia, per la prima volta, è arrivato il metropolita Lavr, capo della Chiesa Russa Estera. Nel poligono di Butovo i rappresentanti della Chiesa Russa estera, per la prima volta, hanno pregato con l'intera madre Chiesa , alla cui testa vi è il Patriarca Alexi. Dopo l'ufficio divino, completamente all'aperto, ha avuto luogo la posa della prima pietra della chiesa, a cui Sua Santità il Patriarca invitò a parender parte il metropolita Lavr.

La consacrazione della chiesa conciliare in muratura, in Butovo, è programmata per il 19 maggio 2007, due giorni dopo la firma dell'atto di riunificazione della Chiesa Russa all'Estero con la Chiesa Madre nella festa dell'Ascensione di Cristo, nella chiesa di Cristo Salvatore.

La consacrazione della chiesa di Butovo è prevista che si compia

nell'ambito del programma dell'ufficio divino, legato alla riunificazione della Chiesa Russa. Alla consacrazione prenderà parte non solo Sua Santità Patriarca Alexi ma anche il metropolita Lavr. La comunità della chiesa, i costruttori, i benefattori che hanno preso parte alla costruzione della chiesa in muratura, sperano che la chiesa conciliare serva non solo quale illustrazione dell'atto eroico dei nuovi martiri e confessori Russi, come in Butovo e negli altri luoghi di patimenti, ma alla salvezza del nostro travagliato popolo.

Foto: Campana della chiesa con l'immagine di S. Giovanni Predtechi

Immagine dei martiri della famiglia dello zar, su una delle campane della chiesa cattedrale

Chiesa dei Santi nuovi martiri e confessori Russi in Butovo

Gli uffici divini si tengono al sabato, domenica e gli altri giorni festivi alle 9 e alle 17.

Nei giorni feriali la liturgia mattutina inizia alle 8.

Indirizzo: 142720 Regione di Mosca- Leninsky regione, villaggio di Butovo, ulitsa Yubileinaya

Tel./fax: 549-22-24, 549-22-22. E-mail Этот e-mail адрес защищен от спам-ботов, для его просмотра у Вас должен быть включен Javascript www.martyr.ru

Viaggio: stazione metropolitana " Bulvar Dmitri Donskogo", poi autobus N. 18 fino alla fermata "Poligon" oppure

Autobus N. 94, 108 fino alla fermata " Novonikolskoe". Si può andare anche dalla stazione metro "Yuzhnaya", "Prazhskaya", "Ulitsa akademika Yanghelya", "Annino" con gli autobus N. 249, 519.

Coordinate bancarie: Parrocchia della chiesa dei Santi nuovi martiri e confessori Russi in Butovo

INN 7727062884 / KПП 500301001

р/с 40703810738140100125б к/с 30101810400000000225

BANCA 044525225. Tsaritsinskoe OSB RF N. 7978, Mosca.

Indirizzo banca: 11916, Mosca, Starokachalovskaya, 1

Per la pubblicazione sono state utilizzate fotografie di Sergei Gubachev e Costantin Diachkov (pag .35).

Redattore - prete Kirill Kaleda. Redattore responsabile- Valentin Filoyan

Impaginazione: Anastasia Demina. Correttore delle bozze: Irina Minkevich. Nella 3 pagina - fosse funebri nel poligono di Butovo

Dato alla stampa il 07.05.2007. Stampato nella tipografia "Capital Press" . Ordine N. 483/1 - Tiraggio: 3000 copie.


 
    france      Spain